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Cartellini identificativi negli uffici pubblici

Creato il:  8 Giugno 2010

La Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione ha modificato anche l'art. 55 del decreto legislativo 165/2001, prevedendo che i pubblici dipendenti a diretto contatto con i cittadini-clienti debbano farsi riconoscere attraverso l'uso di cartellini identificativi. La norma, entrata in vigore lo scorso 13 febbraio, persegue l'obiettivo di attuare la trasparenza nell'organizzazione e nell'attività delle pubbliche amministrazioni e riguarda tutti i dipendenti pubblici "contrattualizzati": non si applica soltanto ai magistrati e agli avvocati dello Stato, ai professori universitari, al personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia, al corpo nazionale dei vigili del fuoco, al personale delle carriere diplomatica e prefettizia. A due mesi dalla sua entrata in vigore, il Ministro Renato Brunetta aveva deciso di effettuare un'indagine per verificare il suo impatto nelle diverse amministrazione e per ricordarne l'obbligatorietà a quanti non l'avessero ancora applicata.

La rilevazione è stata effettuata da Formez PA tra la fine del mese di aprile e maggio, attraverso l'invio a circa 9mila amministrazioni (sia centrali che periferiche) di un questionario che doveva essere compilato esclusivamente online. Essa non ha invece coinvolto le Regioni in quanto il Dipartimento della Funzione pubblica ha preferito attendere la ricomposizione della Conferenza Stato/Regioni per concordare anche con loro le modalità di consultazione.

Hanno risposto in 5071 (il 57% del totale, un numero abbastanza significativo se si tiene conto della durata dell'indagine e del breve periodo di vigenza della norma). In prevalenza si tratta di amministrazioni comunali e di scuole. Molte amministrazioni di maggiori dimensioni hanno richiesto di avere un tempo maggiore a loro disposizione. Le schede sono pervenute da tutte le regioni del Paese, con una prevalenza della Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia, Veneto e Lazio (in coerenza con il numero di amministrazioni presenti in queste regioni).

Il 90% delle amministrazioni rispondenti dichiarano di aver assunto iniziative per identificare i dipendenti a contatto con il pubblico e che nella gran parte dei casi sono stati interessati tutti gli uffici, non solo quello dedicato alle relazioni con il pubblico. Hanno altresì dichiarato di aver attuato le disposizioni vigenti in materia, indicando il numero del personale impiegato in tali uffici: si tratta in totale di  1.272 dirigenti e 8.415 dipendenti presso URP nonché di 14.457 dirigenti e 140.515 dipendenti presso altri uffici a contatto con il pubblico. Risulta inoltre che il restante 10% delle amministrazioni rispondenti si sta adeguando alla legge e che entro 2-3 mesi dovrebbe assumere le iniziative necessarie.

La distribuzione non uniforme delle risposte pervenute non consente di considerare un campione certo la popolazione degli enti rispondenti, ma va comunque segnalato che dai dati sembra esservi nelle regioni del Centro Nord una maggiore attenzione all'applicazione di questa norma.

Nel 74% dei casi oltre al nominativo vengono forniti ai cittadini anche altri elementi quali la posizione professionale (65% dei casi) e la foto (30% dei casi). Pochissime amministrazioni hanno segnalato di aver incontrato delle difficoltà (inferiore al 5% delle amministrazioni). Va infine segnalato che nonostante il breve periodo di attuazione della norma sono state già irrogate delle sanzioni per inadempimento a singoli dipendenti (22 casi) o a dirigenti responsabili degli uffici (3 casi).

L'elenco delle amministrazioni che si sono adeguate alla normativa verrà aggiornato man mano che le amministrazioni lo comunicheranno; dalla prossima settimana l'ispettorato inizierà i controlli sulle amministrazioni non rispondenti.

LEGGI I RISULTATI DEL MONITORAGGIO

(Fonte: Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione)

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27