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Circolazione di prodotti pericolosi in Europa: al primo posto i giocattoli

Creato il:  30 Maggio 2016

Il 25 aprile 2016 la Commissione europea ha pubblicato le nuove statistiche relative ai prodotti pericolosi non alimentari che circolano all’interno dell’Unione europea, che hanno evidenziato che, nel 2015, più di 2.000 prodotti pericolosi hanno fatto scattare l'allarme nell'apposito sistema su scala europea.

Nel 2015, sono stati registrati nel sistema 2.072 allarmi a cui hanno fatto seguito 2.745 azioni di follow-up. Quando uno Stato membro inserisce un allarme nel sistema, gli altri paesi possono riconoscere il prodotto nel proprio mercato e reagire a questo allarme iniziale.

Le autorità di protezione dei consumatori, grazie al sistema di allarme rapido, sono riuscite a ritirare velocemente i prodotti pericolosi dal mercato europeo.

Due sono i pericoli maggiori segnalati dal sistema di allerta: le vendite online che consegnano i prodotti direttamente nelle case dei consumatori a mezzo posta e la forte presenza di prodotti cinesi.

Per quanto riguarda le vendite on-line, circa il 65% dei cittadini europei acquista prodotti online e il numero dei compratori è aumentato del 27% tra il 2006 e il 2015. La vendita online rappresenta oggi la nuova sfida da affrontare, in quanto porta direttamente a casa del consumatore tramite posta anche prodotti provenienti da paesi terzi che possono non essere stati sottoposti a controlli di sicurezza.

La Commissione si sta adoperando per migliorare ulteriormente il sistema di allarme rapido per tenere conto di questo aspetto. È stata già instaurata un'efficace cooperazione con servizi di controllo transfrontaliero e piattaforme per le vendite online. La Commissione europea presterà maggiore attenzione alle vendite online nel quadro della politica internazionale in materia di sicurezza dei prodotti.

I prodotti che nel 2015 sono risultati più a rischio sono: i giocattoli (27%) e l'abbigliamento, i prodotti tessili e gli articoli di moda (17%). Per queste categorie di prodotti sono state adottate misure correttive in quanto erano già state oggetto di molte segnalazioni nell’anno precedente. Per quanto riguarda i rischi, nel 2015 il rischio segnalato più frequentemente (25% del totale delle notifiche) è stato il rischio chimico, seguito dal rischio di ferite (22%), che figurava in cima all’elenco nella relazione precedente.

I più frequenti rischi chimici segnalati nel 2015 riguardavano prodotti quali bigiotteria contenente metalli pesanti nocivi come il nichel e il piombo e giocattoli contenenti ftalati (plastificanti che possono causare problemi di fertilità).

La maggior parte dei prodotti contraffatti provengono dalla Cina, con il 62% di prodotti pericolosi segnalati, che rimane la maggiore fonte di importazioni dell’UE.

La collaborazione con le autorità cinesi continua quindi ad essere una priorità per l’UE e, più specificamente, si svolge nell’ambito del "China mechanism" del sistema di allarme rapido: ogni segnalazione riguardante un prodotto di origine cinese viene trasmessa all’amministrazione cinese, in modo da affrontare direttamente la questione con il fabbricante o l’esportatore se tali operatori economici sono rintracciabili.

Finora, la Cina ha dato seguito a ben 11.540 notifiche ed è stata in grado di adottare provvedimenti correttivi in 3.748 casi. In molti casi, risalire all'origine del prodotto è difficile.

Dal 2003, il sistema di allarme rapido europeo garantisce che, le informazioni sui prodotti pericolosi non alimentari ritirati dal mercato e/o richiamati ovunque in Europa, siano diffuse rapidamente tra gli Stati membri e la Commissione europea. In tal modo, l’azione di follow-up adeguata (divieto/blocco delle vendite, ritiro, richiamo o rifiuto dell’importazione da parte delle autorità doganali) può essere adottata in tutta l’UE. Trentuno paesi (i 28 Stati Membri dell’Unione europea più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) partecipano attualmente al sistema. Il sistema di allarme rapido funziona grazie alla cooperazione quotidiana e continua tra gli Stati aderenti.

Per ulteriori informazioni consultare la sezione domande e risposte sui prodotti pericolosi non alimentari della Commissione europea

 

Staff Europe Direct

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29