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Collaborare. Metodi partecipativi per il sociale (di Ennio Ripamonti)

Creato il:  6 Marzo 2012

Recensione

Per chi è interessato ad un approccio formativo fortemente orientato al cambiamento, individuale e sociale, è di sicuro interesse il nuovo volume di Ennio Ripamonti Collaborare. Metodi partecipativi per il sociale edito da Carocci (Roma, 2011). Collaborare è un libro che, oltre a fornire metodi operativi utili per costruire processi partecipativi nel lavoro sociale, definisce in modo chiaro e dettagliato la cornice di senso in cui si inseriscono gli approcci che prevedono il coinvolgimento di gruppi sociali e delle comunità locali. Si tratta dunque di un’utile bussola per chi è impegnato a dare avvio o a intervenire in progetti di  prevenzione e promozione della salute, rigenerazione urbana, di cittadinanza attiva... ad accompagnare la "nuova voglia" nella società di partecipazione, cambiamento, benessere individuale e crescita locale.
Il libro prende avvio dalla constatazione della crisi di due modelli economico-culturali che hanno caratterizzato la seconda metà del secolo scorso: il welfare come serbatoio infinito di risorse e lo sviluppo economico come promessa di benessere per tutti. Su questo sfondo si inseriscono le rapide trasformazioni che hanno modificato la nostra società: presenza di nuove forme di convivenza accanto alla famiglia tradizionale, allungamento e miglioramento della qualità della vita e presenza di nuove culture sul territorio conseguenza dei flussi migratori. Anche l'azione pubblica dei singoli e delle organizzazioni sembra completamente mutata rispetto al passato: minore fiducia nella politica, tecnologizzazione degli interventi, maggior chiusura individualistica, nuove forme di mobilitazione e partecipazione della società civile.
L'autore ci propone dunque cosa significa oggi collaborare e partecipare al di là di ogni possibile idealizzazione di questi due termini, illustrando quali sono i benefici per la comunità e per l'individuo se queste azioni non sono strumentalizzate per ottenere consenso, ma partono dall'assunto che il benessere individuale e comune si costruisce da una responsabile e trasparente azione sociale. Diverse discipline evidenziano l'importanza cruciale di fattori come la fiducia e la solidarietà nel determinare condizioni di benessere e quindi di salute.
L'autore sottolinea che "gli approcci partecipativi sono chiamati oggi a rimodularsi sui tratti di società locali profondamente mutati sul piano demografico (invecchiamento, immigrazione), occupazionale (flessibilità, precarietà) e culturale (valori, stili di vita)".
Il libro illustra poi un interessante intreccio tra politiche ambientali, urbanistiche, territoriali e di promozione della salute cogliendo il nesso tra gli aspetti strutturali di alcuni punti in agenda dell'azione politica (abitazione, utilizzo delle risorse, mobilità, ambiente e così via) e gli elementi psicosociali che hanno a che fare con l'effetto di tali opere hanno sul benessere delle persone (soddisfazione, miglioramento qualità delle relazioni, fiducia, senso di coesione). Si può dunque cogliere come ogni progetto che preveda un impatto sugli individui necessiti di prendere in considerazione la possibilità che questi ultimi possano diventare attori del cambiamento e non passivi destinatari. Per far questo è necessario disporre di un metodo e di strumenti validi per permettere ai soggetti e alle organizzazioni di collaborare per il raggiungimento di obiettivi condivisi attraverso "un processo che sappia non tanto risolvere, ma trasformare il conflitto".
Un approfondimento merita il focus sugli strumenti per valutare in itinere la costruzione e l'operato delle coalizioni locali. Se la partecipazione è l'elemento base per la realizzazione di un processo di collaborazione che poggia sulla coesione di una rete di soggetti, appaiono utili le check list riportate nel testo che servono per valutare l'avvio, la conduzione, il raggiungimento degli obiettivi e la sostenibilità delle coalizioni, strumenti utilizzabili sia dai promotori che dai partecipanti.
La concretezza della riflessione e dei metodi proposti rispecchia l'impegno ventennale dell'autore nei processi partecipativi e nello sviluppo di comunità. Ennio Ripamonti è presidente della società di consulenza Metodi e docente di ricerca-intervento di comunità presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli studi Milano-Bicocca.
 

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Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27