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Come recuperare efficienza e qualità nei servizi sanitari: intervista al Ministro della Salute Lorenzin

Creato il:  27 Marzo 2014

a cura di A. Tortorella

On. Ministro Lorenzin, qual è lo stato dell’arte del confronto avviato con le Regioni per la definizione del nuovo Patto per la salute? Quali sono le principali tematiche in discussione e quali le iniziative già concordate in Conferenza Stato-Regioni?

Stiamo lavorando ad una riforma della governance in sanità, del suo modello organizzativo e strutturale, con l’obiettivo di recuperare efficienza, appropriatezza, qualità e sicurezza delle cure.
Per fare questo è fondamentale il nuovo Patto per la Salute che stiamo ultimando con le Regioni. Nel Patto affrontiamo infatti la programmazione del fabbisogno standard del Servizio Sanitario Nazionale e dei fabbisogni standard regionali, l’adeguamento dei Livelli Essenziali di Assistenza ai bisogni della popolazione, aggiornamento che dovrà tenere conto anche delle malattie rare. Abbiamo a questo scopo già istituito un gruppo di lavoro con le Regioni che dovrà aggiornare i Lea e definire i criteri di appropriatezza nella prescrizione ed erogazione delle prestazioni sanitarie ad essi connesse entro il 30 giugno 2014.

Fin dall’inizio della fase di concertazione con le Regioni, il suo Dicastero ha chiesto loro un atto di responsabilità con l’obiettivo di mettere in sicurezza il Sistema Sanitario Nazionale per un lungo periodo. Quali sono i punti focali di questa riorganizzazione? Come si colloca in questo quadro il programma di revisione della spesa?

Come ho già detto il nuovo Patto per la salute è fondamentale per garantire efficienza e qualità dell’assistenza, soprattutto nella  delicata fase che stiamo attraversando e devo dire che le Regioni stanno dimostrando uno spirito di grande collaborazione nel fornire il supporto necessario alla definizione del nostro documento guida. Ministero e Regioni stanno infatti lavorando insieme con degli obiettivi comuni: recupero dell’appropriatezza, eliminazione degli sprechi e reinvestimento dei risparmi nel Sistema Sanitario. Con il nuovo Patto sarà possibile razionalizzare l’assistenza territoriale e promuovere la domiciliarizzazione delle cure e il welfare di comunità. Sarà proprio il Patto lo strumento di garanzia per un uso razionale delle risorse nel settore sanitario e per l’eliminazione di sprechi dal Sistema. Parallelamente il Ministero è impegnato con il programma di revisione della spesa: stiamo lavorando alla formulazione di proposte che abbandonano la logica del taglio orizzontale per adottare un percorso che porti all’individuazione di misure che possano comportare risparmi di spesa e al contempo una riqualificazione dei servizi a favore dei cittadini.

A proposito del potenziamento della rete territoriale dei servizi, quali sono le indicazioni nazionali?

Lo spostamento delle risorse dall’ospedale al territorio è fondamentale per garantire la sostenibilità futura del Sistema Sanitario Nazionale poiché permetterà di affrontare in maniera efficace i temi dell’invecchiamento e della cronicità. La costruzione di reti assistenziali integrate tra ospedale e territorio consentirà infatti di ridurre drasticamente gli sprechi e di realizzare prestazioni più appropriate e, di conseguenza, trattamenti più efficaci. E’, inoltre, all’esame della Conferenza Stato-Regioni lo schema di regolamento sulla “Definizione degli standard quantitativi, strutturali, tecnologici e qualitativi relativi all’assistenza ospedaliera” che contiene proprio l’indicazione di riduzione dello standard di posti letto ospedalieri, nonché indicazioni utili per l’avvio di una revisione del modello strutturale ed organizzativo del SSN in grado di recuperare risorse da destinare anche all’assistenza territoriale.

Nel 2007 il Ministero della Salute ha attivato, a valere sui fondi FESR 2007-2013, il Progetto Operativo di Assistenza Tecnica – POAT Salute di cui il Dipartimento della Funzione Pubblica è Ente intermedio e Formez PA uno degli Enti attuatori. Nell’ambito delle attività realizzate nelle Regioni dell’Obiettivo Convergenza, con un utilizzo mirato delle risorse aggiuntive, sono stati realizzati percorsi di razionalizzazione e riorganizzazione dei servizi che vanno nella direzione da Lei indicata. E’ un primo passo da cui partire?

Certamente. Attraverso il POAT Salute il Ministero ha voluto proseguire e rafforzare le azioni di assistenza tecnica indirizzate alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) per  rafforzare le capacità di programmazione delle regioni stesse e creare nuovi modelli di gestione e di governance. L’affiancamento alle Regioni, attraverso l’utilizzo delle risorse aggiuntive, è stato utile per supportare  le strategie e le azioni concrete legate ai Piani di Rientro sostenendo, con contributi tecnici specifici e mirati, il percorso di riorganizzazione dei sistemi sanitari regionali. Le attività del Progetto sono indirizzate infatti proprio al miglioramento complessivo dell'efficacia della programmazione regionale nel settore salute e si concentrano su macro tematiche fondamentali quali il potenziamento dell’accesso ai servizi, l’integrazione tra ospedale territorio e tra servizi sul territorio, la riorganizzazione della rete dei servizi come alternativa all’ospedale per risolvere i problemi non gravi di salute. Tali attività mirano ad un rafforzamento dei servizi e alla riduzione del gap esistente tra regioni del Nord e regioni del Sud.

Tra le altre attività Formez PA ha affiancato la Regione Calabria nella messa a punto di specifiche Linee Guida relative all’organizzazione delle Case delle Salute (approvate con D.P.G.R. n. 185 del 04/12/2013) costruite nei territori di riferimento conducendo anche un’analisi della sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento. Una prima tappa verso l’effettivo spostamento delle risorse dall’ospedale al territorio?

La Regione Calabria, anche attraverso il supporto dell’Assistenza Tecnica fornita da Formez PA attraverso il POAT, sta procedendo alla riorganizzazione della rete di assistenza territoriale in modo integrato con quella ospedaliera e dell’emergenza urgenza attraverso la sperimentazione di un modello calabrese di Casa della Salute. Il lavoro svolto in Regione, tramite il supporto e l’assistenza tecnica fornita da Formez PA, appare innovativo e permette di cogliere, grazie ad una accurata ricerca, analisi e sistematizzazione di dati, i benefici sulla vita e sulle abitudini della popolazione e del personale dipendente. Questa sperimentazione può costituire sicuramente una buona pratica per lo sviluppo di metodologie di presa in carico integrata e continuativa sul territorio che dia anche una risposta ai bisogni assistenziali complessi delle persone affette da patologie croniche.

Sta per partire la nuova Programmazione europea 2014-2020. Quali sono le opportunità che la politica di coesione dell’Unione Europea offre al nostro Paese per gli ambiti di competenza del suo Dicastero? Inoltre, in vista del semestre di presidenza europeo il suo Dicastero prevede iniziative dedicate alla Salute?

I fondi comunitari previsti all’interno della Programmazione Europea costituiscono senz’altro un’opportunità per la riqualificazione, l’innovazione e la riorganizzazione dei servizi sanitari. A questo scopo stiamo lavorando insieme alle Regioni all’individuazione di interventi strategici da realizzare nei territori. Inoltre, in vista del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea metteremo in campo diverse iniziative sia nel settore della prevenzione, che consideriamo strategico perché la grande sfida del futuro per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari è proprio quella di non far ammalare i sani, che nel settore dell’assistenza sanitaria affinché siano assicurate cure di qualità e garantita la massima sicurezza del paziente. Daremo inoltre ampio spazio alla terapia del dolore e alle cure palliative: temi di grande attualità e sui quali il nostro Paese intende condividere la propria esperienza con gli altri Stati membri. Infine, sarà avviato un sistema di monitoraggio dell’applicazione della normativa europea in materia di assistenza sanitaria con particolare riferimento al recepimento della Direttiva 2011/24 sui diritti dei pazienti all’assistenza transfrontaliera.

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28