Home > Notizie > Consultazione sull’apertura dei “dati pubblici”

Consultazione sull’apertura dei “dati pubblici”

Creato il:  16 Settembre 2013

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per redigere i nuovi orientamenti sul riutilizzo di dati pubblici relativi a diversi settori, quali la meteorologia, il traffico, la ricerca e finanziamento pubblico, statistiche e libri digitalizzati.
 
Scade il 22 novembre prossimo il termine per inviare i contributi che assicureranno un'attuazione effettiva della Direttiva relativa alla regolamentazione dei dati del settore pubblico (PSI) revisionata di recente. Tale direttiva mira a garantire che gli enti pubblici mettano a disposizione dati a basso costo oppure addirittura gratis.
 
I risultati di questa consultazione saranno utilizzati per la redazione delle linee guida che saranno pubblicate nel 2014.
Uno studio recente ha dimostrato che i benefici economici a vantaggio dell'Unione europea, grazie agli effetti della direttiva PSI, ammonterebbero a 40 miliardi di euro all'anno.
 
L'apertura e il riutilizzo dei dati pubblici è una della azioni chiave dell'Agenda Digitale per l'Europa, anche se tuttavia le incertezze relative al rispetto delle licenze e delle disposizioni in corso abbiano fino ad ora scoraggiato l'innovazione e l'applicazione commerciale delle informazioni del settore pubblico in molte parti dell'Unione europea.
 
I dati pubblici rappresentano un patrimonio pratico ed utile non solo per le Pubbliche Amministrazioni che ogni giorno le emettono, ma anche per le imprese, come ha rammentato la vice presidente della Commissione titolare dell'Agenda digitale Neelie Kroes.
La consultazione online serve a mettere in luce quali e quanti possono essere gli usi commerciali di questi dati da parte delle aziende, molte delle quali ancora ignare dell’utilità che se ne possono trarre. 
 Il termine ultimo per la ratifica della direttiva da parte degli Stati membri è luglio 2015.
 
L'esecutivo di Bruxelles ha fatto una stima delle imprese che attingono gratuitamente ai dati pubblici, e dal risultato si evince che quest’ultime, hanno un tasso di crescita superiore del 15% rispetto a quelle che invece devono pagarli di tasca propria.
Una delle novità emersa dalla direttiva è quella che gli enti pubblici devono mettere a disposizione i propri documenti, ove possibile e opportuno, in formati aperti leggibili meccanicamente e insieme ai rispettivi "metadati".
Sia il formato che i metadati dovrebbero essere conformi a standard formali aperti, così da essere visualizzati in maniera chiara da tutti.
Se per il riutilizzo di documenti viene richiesto un corrispettivo in denaro, questo deve essere limitato ai costi marginali sostenuti per la loro riproduzione, messa a disposizione e divulgazione.
 
Per saperne di più
Direttiva relativa alla regolamentazione dei dati del settore pubblico (PSI)
 
Agenda Digitale per l'Europa
 
Consultazione Pubblica

Area tematica: 
Tipo di Contenuto: 
Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28