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Contrasto alle mafie nei grandi appalti: il progetto CAPACI come best practice

Creato il:  17 Novembre 2014

Come emerge dai risultati di Eurobarometro del 2013 sulla corruzione, in Italia ad essere più colpito nell'ambito degli appalti pubblici è il settore delle infrastrutture, e in particolare quello delle grandi opere. Data la diffusione del fenomeno, negli ultimi anni sono state prese diverse misure per allontanare le infiltrazioni criminali dal settore degli appalti pubblici.
 
Si inserisce in questo filone il progetto Capaci "Creation of automated procedures against criminal infiltration in public contracts" , cofinanziato dalla Commissione europea e realizzato da Ministero dell’Interno, DIPE (Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica), CBI (Customer to business interaction) e Formez PA.

Come si legge nella Delibera CIPE n. 38/2014 - pubblicata in G.U. il 4 novembre 2014 -, obiettivo primario del progetto è il completamento del sistema MGO (monitoraggio finanziario delle grandi opere), con la messa a punto di uno strumento per acquisire dati sui flussi finanziari delle imprese che costituiscono la filiera dei fornitori di un’opera strategica, finalizzato ad alimentare una banca dati che consenta di attingere e gestire informazioni utili e con la predisposizione di sistemi di warning automatici.
 
Il finanziamento della Commissione europea ha permesso di completare la sperimentazione nazionale su alcune grandi opere pubbliche e di favorire la diffusione di questa best practice anche in altri Paesi europei.
 
Il progetto è stato infatti citato come buona prassi nella relazione sulla corruzione predisposta dalla Commissione europea e presentata al Consiglio e al Parlamento europeo il 3 febbraio scorso.

Il sistema MGO, nato già nel 2009 su richiesta del DIPE e ulteriormente sviluppato da Capaci, ha permesso fino a oggi il monitoraggio dei conti di 175 aziende, per un totale di 6.500 operazioni e un controvalore di circa 1,2 milioni di euro.

Dopo la fase di sperimentazione nazionale, con la pubblicazione in G.U. del Decreto Legge n. 90/2014, convertito dalla legge n. 114/2014, il sistema di monitoraggio è diventato obbligatorio per tutti i lavori relativi a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi.

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28