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Il contributo dell'UE per il migliorare la qualità delle acque di balneazione

Creato il:  20 Giugno 2016

La relazione annuale sulle acque di balneazione pubblicata  dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), il 25 maggio  scorso, dimostra il merito della legislazione e degli anni di investimenti nell’infrastruttura per le acque reflue e di altre misure di riduzione dell’inquinamento. Essa dimostra che la qualità delle acque di balneazione è migliorata costantemente nel tempo, per cui nel 2015 il 96% dei siti di balneazione monitorati nell’Unione europea rispettavano gli standard minimi di qualità delle acque. Le stessa relazione presume che la qualità sarà buona anche nel 2016. Gli sforzi dell’Unione europea per garantire acque di balneazione pulite e salubri hanno avuto inizio quarant’anni fa, con l'adozione della prima direttiva sulle acque di balneazione.

Dalla relazione è emerso che, nel 2015, la qualità dell'acqua è stata eccellente in oltre il 90% dei siti di balneazione di otto Stati membri: Lussemburgo (tutti gli 11 siti di balneazione analizzati), Cipro (99,1% dei siti di balneazione), Malta (97,7%), Grecia (97,2%), Croazia (94,2%), Italia (90,6%), Germania (90,3%) e Austria (90,2%).

In tutta Europa nel 2015 la qualità dell'acqua è stata giudicata insufficiente solo in 385 siti di balneazione. La percentuale di siti di balneazione classificati come di qualità "insufficiente" è scesa nel 2015 all'1,6% dall'1,9% del 2014.  Il numero più elevato di siti di balneazione con una qualità delle acque scarsa è stato registrato in Italia (95 siti, pari all'1,7%), Francia (95 siti, pari al 2,8%) e Spagna (58 siti, pari al 2,6%).

La percentuale di siti di balneazione le cui acque sono state classificate come eccellenti è salita dal 78% del 2011 all'84% nel 2015.

La relazione riporta le analisi dei campioni di acqua prelevati in oltre 21.000 siti di balneazione costieri e interni presenti su tutto il territorio dell’UE, in Svizzera e in Albania e precisa se le acque siano state contaminate o no da inquinamento fecale proveniente dalle acque reflue o dagli allevamenti.

Se è vero che il 96% dei siti di balneazione soddisfa i requisiti minimi, ben oltre l'84% dei siti ha raggiunto il livello "eccellente", ancor più rigoroso. Anche numerose grandi aree e città turistiche, come Blackpool, Copenaghen e Monaco di Baviera, iniziano a raccogliere i frutti degli investimenti realizzati per migliorare i sistemi fognari, il che consente siti di balneazione più puliti nelle zone portuali, nelle località fluviali urbane e sulle spiagge nelle vicinanze.

Si evince quindi che in generale, la qualità delle acque di balneazione è migliorata nel tempo. Nel 1991 il 56% dei siti di balneazione raggiungeva gli standard più elevati, percentuale salita all’87% nel 2015, se si fa riferimento ai quasi 9.600 siti di balneazione monitorati tutti gli anni durante tale periodo.

 

Staff Europe Direct

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29