Dal Forum Aree interne di Aliano, la SNAI indicata a modello internazionale di governance e sviluppo

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Il contributo Formez PA sul tema dell'associazionismo. Disponibile materiali e registrazione dell'evento

Due giorni di dibattiti, di orgoglio per gli sforzi ben ripagati dai risultati fin qui raggiunti ma anche di autocritica nel tentativo di migliorare e non perdere nessuna occasione per centrare appieno gli obiettivi che la Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) si è data fin dalla nascita nel 2012. Aggiustare il tiro, ascoltare gli amministratori locali e, insieme a loro, i territori. Questo è stato il Forum di Aliano che per due giorni, con ritmi serrati, ha fatto il punto sul cammino della SNAI raggiungendo grandi numeri con oltre 200 partecipanti al giorno. Non poco, considerando la dimensione di “perifericità” di Aliano che da tempo, come ha ricordato in apertura della prima giornata il sindaco Luigi De Lorenzo, cerca di smarcarsi da questa immagine ristrutturando l’offerta turistica per contrastarne la decadenza economica. Una rinascita centrata sulla bellezza e le potenzialità dei luoghi, testimoniate dalla passeggiata serale tra i calanchi guidata da Franco Armino, “paesologo” e referente tecnico della area Montagna materana di cui Aliano fa parte, offerta a tutti gli intervenuti al Forum. Un paesino nel cuore della Basilicata che è a sua volta “vettore dell’area del Mediterraneo” come l’ha definita Marcello Pittella, presidente della Regione che nella Strategia ravvisa una grande opportunità di crescita per tutto il territorio lucano. Al Forum aree interne 2017 sono intervenuti Claudio De Vincenti, ministro per il Mezzogiorno e le Politiche di coesione, Marta Leonori, commissario straordinario del Formez, Enrico Borghi, consigliere della Presidenza del Consiglio per l’attuazione della Strategia nazionale Aree interne (SNAI), Sabrina Lucatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Aree Interne, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabrizio Barca padre della Strategia ed Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis). Ma al Forum hanno portato il loro contributo anche sindaci, progettisti, esperti e tecnici che, tutti insieme formano quella che è stata riconosciuta come la “comunità SNAI”. De Vincenti ha ricordato che la scelta di Aliano e della Basilicata indica le potenzialità esistenti nel Mezzogiorno, che non servono solo al Sud ma a tutto il Paese. Sono 71 le aree coinvolte nella SNAI dislocate su l’intero territorio nazionale, per un totale di 1.066 comuni. Il ministro ha chiarito dove si è arrivati, con 11 Strategie d’area approvate, 3 in fase di ultimazione compresa la Montagna Materana e altre in fasi intermedie. Due i perni di cui ha bisogno la Strategia indicati da De Vincenti. In primo luogo il rafforzamento dei servizi fondamentali a disposizione dei cittadini dei centri minori che consentono di progettare la propria vita come scuola, trasporti e servizi sanitari che devono adattarsi alle specificità dei territori, uniti all’individuazione delle vocazioni produttive. L’altro pilastro riguarda il metodo centrato sui sindaci, che sono a diretto contatto con la gente. Ed è per tale motivo che la SNAI fa perno su di loro, per poter costruire un coordinamento a diversi livelli, locale, regionale e nazionale. Una strategia che parte dal basso, così l’ha raccontata Borghi perché “il valore aggiunto dell’Italia non passa più dalle realtà densamente aggregate, ma dalle realtà marginali e noi siamo dentro questa metamorfosi”. Il parlamentare ha parlato anche di “capitalismo del territorio”, tipicamente italiano, che guarda ai modelli di sviluppo sostenibile in cui le giovani generazioni iniziano percorsi basati sulla valorizzazione dei luoghi e sulla green economy. Borghi ha sottolineato come l’obiettivo del Forum di Aliano è stato quello di gettare le basi per la costruzione della Federazione nazionale delle aree interne, per legare tutte le singole esperienze condotte  e metterle a sistema anche a supporto dei territori che ne hanno bisogno.

REGISTRAZIONE DELL’EVENTO

29 MAGGIO

30 MAGGIO

 

Sabrina Lucatelli ha disegnato il perimetro entro cui si sta muovendo la Strategia con 71 aree , molto diverse fra loro anche nelle dimensioni, dal Tesino con 3 soli comuni al Salento con grande densità di popolazione, mentre alla porta stanno bussando già le terze e quarte aree. Tutte le prime aree progetto hanno assolto al requisito associativo, cinque sono ancora sotto osservazione. Un grande risultato, di cui la Lucatelli si è detta orgogliosa, che comunque andrà migliorato anche facendo “stretching” tra gli ambiti legislativi esistenti e con la revisione delle Linee guida sull’associazionismo in corso di pubblicazione. Le funzioni aggregate dai comuni più frequentemente sono catasto e protezione civile. Il coordinatore ha annunciato che le zone colpite dal sisma rientreranno tutte nella definizione di aree interne e avranno una semplificazione del percorso SNAI.  Da non sottovalutare, per la Lucatelli, l’effetto leva della SNAI dal punto di vista finanziario per cui per ogni euro proveniente da leggi nazionali sono sati messi 3,6 euro di fondi comunitari. I settori su cui puntano le aree interne per crescere sono in primo luogo il turismo, seguito da agricoltura e beni culturali che richiedono però maggiore innovazione dal punto di vista imprenditoriale. Sabrina Lucatelli, con onestà, ha enumerato i ritardi e i nodi ancora irrisolti nei campi della sanità, dei trasporti e della scuola ma anche della progettualità definita “debole”. Il suo intervento ha voluto anche rappresentare una spinta a superarli e a non sprecare neanche un briciolo delle opportunità offerte dalla Strategia. Anche attraverso la misurazione del lavoro svolto da parte dei sindaci. SLIDES INTERVENTO LUCATELLI

 Per l’Agenzia della Coesione è intervenuto l’ingegnere Mario Serra che ha illustrato le attività di supporto e accompagnamento che l’Agenzia mette in campo per le aree interne le quali, ha sottolineato, possono esprimersi solo se i programmi e le strategie sono ben definiti. SLIDES INTERVENTO SERRA

 

L’associazionismo come leva dello sviluppo è stato il tema dell’intervento di Marta Leonori, commissario straordinario del Formez attuatore di un progetto a titolarità del Dipartimento della Funzione pubblica che supporta le aree nella creazione di gestioni associate di funzioni e servizi puntando alla creazione di un modello valido anche per le aree fuori della SNAI. La gestione di funzioni e servizi fondamentali è un pre-requisito per l’ammissibilità delle aree alla Strategia il cui assolvimento richiede un intenso lavoro sul campo che il commissario ha illustrato nei dettagli. Argomento ripreso da Francesco Monaco, responsabile Area Mezzogiorno e Politiche per la Coesione Territoriale dell’Anci e membro del Comitato tecnico aree interne, che ha espresso l’esigenza di rafforzare le strutture amministrative per rendere duraturi i risultati raggiunti grazie alla SNAI nel campo delle gestioni associate.
 

Gran parte dei risultati del Forum si è giocato sugli otto tavoli tematici che hanno affrontato, con una visione tecnica, ma anche con  l’apporto e le testimonianze dei veri protagonisti della SNAI quali sindaci e amministratori, diversi temi raccogliendo sollecitazioni e spunti da cui partire per superare criticità emerse e ottimizzare le procedure: la remunerazione di chi gestisce il territorio fornendo alla comunità i servizi ecosistemici; la valorizzazione delle terre pubbliche e private da parte di giovani innovativi; le sfide di un turismo non di massa; la messa a punto di indicatori che diano conto dei risultati ottenuti con la SNAI per una valutazione che serva a capire come impegnarsi in uno specifico luogo; il fabbisogno formativo nel settore zootecnico in termini di innovazione e sostenibilità; nuove modalità di accoglienza per i migranti fruibili anche per i cittadini in un’ottica di integrazione contro lo spopolamento; le competenze da attivare per essere veramente innovativi tra le quali è emersa anche quella, al di là dei settori, di lavorare insieme; la prevenzione sismica che dovrà passare per la gestione attiva del territorio, la conoscenza dei rischi a cui è sottoposto e delle risorse di cui è dotato  per poter elaborare politiche di lungo termine oltre l’emergenza.

I passi compiuti fino a questo momento con la tenacia di chi ci ha creduto fino in fondo, a partire dagli amministratori locali, hanno reso la Strategia, per Fabrizio Barca, una politica innovativa che ha intercettato la rinnovata attenzione europea al sociale, rispondendo alla frattura città-campagna con un approccio tecnico e concreto insieme. Modello da perpetuare anche in futuro, con coraggio, mettendo in campo risorse e competenze, adattando le politiche nazionali alle esigenze del territorio e, infine imparando gli uni dagli altri anticipando la Federazione delle aree interne prevista dall’Accordo di partenariato, come luogo di confronto e scambio di esperienze.

L’edizione 2017 del Forum aree interne  si è svolto quest’anno nell’ambito più ampio della European Sustainable Development Week (ESDW), l’iniziativa Ue per la promozione dello sviluppo sostenibile che questo anno si svolge dal 30 maggio al 5 giugno. In collegamento skipe è intervenuto Enrico Giovannini portavoce Asvis, partner dell’evento lucano, che con Fabrizio Barca ha parlato di disuguaglianze, locali e globali. La riduzione delle disparità nelle e fra le nazioni rappresenta il 10° dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottoscritta anche dall’Italia. In tale contesto, ha sottolineato Barca, la questione delle aree interne diventa un’operazione internazionale che concretizza nei luoghi dove si sperimenta la Strategia i grandi obiettivi di inclusione sociale che il mondo e anche l’Europa sembrano avvertire. La SNAI promossa come modello di governance anche nella tavola rotonda conclusiva da cui il sindaco di Riccia, comune dell’area interna del Fortore, Micaela Fanelli, ha invitato a sostenere la Strategia a livello europeo nel dibattito sulla politica di coesione post 2020.

Infine i saluti, con l’auspicio di rivedersi ma soprattutto di rimanere in contatto per continuare a “coltivare l’innovazione” e a misurare i risultati puntando alla costruzione della Federazione delle aree interne dove, ha concluso Borghi, “ognuno si sente a casa propria”.

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