Home > Notizie > Le dimensioni nel sommerso a Napoli, tra difficoltà del credito ed evasione fiscale

Le dimensioni nel sommerso a Napoli, tra difficoltà del credito ed evasione fiscale

Creato il:  30 Novembre 2015

Il tessuto produttivo della provincia di Napoli è caratterizzato da un mondo imprenditoriale non dissimile (in termini di natalità di impresa) da quello di altre aree anche più sviluppate del paese. Esistono, tuttavia, delle debolezze specifiche quali le problematicità sul mercato del credito e la debolezza di realtà agglomerative quali i distretti. A tali criticità si abbina una diffusa presenza di lavoro sommerso ed evasione fiscale, che rappresentano un vincolo alla crescita del territorio.

E’ quanto emerge dal volume “Le dimensioni del sommerso nell’area metropolitana di Napoli: un’indagine multidisciplinare", presentato a Napoli il 30 novembre nell’ambito di un convegno della linea CUORE del progetto “Grande Napoli” nato nell'aprile del 2013 da un Protocollo d'intesa tra il Sindaco di Napoli, il Ministero della Funzione Pubblica e il Ministro della Coesione territoriale.

La Regione Campania è al sesto posto per numero di lavoratori irregolari, ma al secondo posto per lavoratori in nero (4.600). A Napoli dall’inizio dell’anno a giungo 2015 il servizio ispettivo e il nucleo carabinieri della direzione territoriale del lavoro di Napoli hanno ispezionato 2.409 aziende, di cui 901 sono risultate irregolari, pari al 37%. Sono stati 1.331 i lavoratori non regolari ed emessi 303 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale perché più del 20% dei lavoratori era in posizione irregolare.

Il volume prova a suggerire una strategia di uscita rispetto al fenomeno del lavoro non tipizzato, specie in alcuni contesti fragili: gli studiosi individuano nell’intervento pubblico due vincoli e/o opportunità. Il primo di natura strategica fa sì che un’ipotesi di sviluppo non possa prescindere dalle vocazioni esistenti, ma neppure dagli assi strategici identificati dalla Regione. Sotto il profilo operativo, gli enti locali potrebbero avere un ruolo propulsivo per le PMI e fare da cerniera tra la programmazione europea/regionale e il tessuto produttivo locale. Iniziative quali quelle dello sportello CUORE diventano, in quest’ottica, uno strumento prezioso che assolve al duplice obiettivo di approfondire la conoscenza delle potenzialità del tessuto produttivo, ma anche di consentire di accompagnarlo verso obiettivi di crescita e rafforzamento.

“Ritengo vincente un modello nel quale ad una azione repressiva del fenomeno si associ il riconoscimento di benefici corrispettivi per il concreto impegno imprenditoriale a regolarizzare le attività non dichiarate” scrive l’Assessore al Lavoro e alle Attività produttive del comune di Napoli Enrico Panini.

Il volume, che riporta una ricerca di Marco Esposito, Giuseppe Gentile, Claudio Quintino, Paolo Mazzocchi, Antonio Garofalo ed Elisabetta Marzano, si può scaricare dal sito formez.it. Il volume è arricchito da un contributo dell’Assessore Enrico Panini. Introduzione di Elio Flora e presentazione della collana editoriale del Commissario Formez PA Harald Bonura.

Area tematica: 
Tipo di Contenuto: 
Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29