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Diritti dei consumatori: in arrivo nuove tutele per gli acquirenti di pacchetti turistici

Creato il:  11 Aprile 2014

La scorsa estate la Commissione europea, dopo aver effettuato una consultazione pubblica, propose la riforma della direttiva sui viaggi "tutto compreso" per adeguare la normativa agli sviluppi del mercato del turismo, superando gli attuali limiti. Il 12 marzo 2014 il Parlamento europeo ha votato a sostegno di queste nuove regole. Si attende ora l’accordo di Parlamento e Consiglio sul testo finale della direttiva (procedura ordinaria di co-decisione).

La riforma risponde a una radicale trasformazione del mercato del turismo: le attuali norme (Direttiva 90/314/CEE), che da oltre 20 anni tutelano i consumatori che prenotano pacchetti vacanza preconfezionati, risultano ormai difficilmente applicabili nell'era di internet. Se negli anni ’90 la maggior parte dei cittadini europei sceglieva da un catalogo un servizio preconfezionato "tutto compreso" e lo prenotava presso la propria agenzia di viaggio locale, oggi i consumatori sempre più spesso prenotano online pacchetti turistici personalizzati. Pensiamo ad esempio a chi prenota il trasporto e l'albergo presso un medesimo operatore, oppure noleggia l'auto attraverso il sito internet usato per prenotare il volo. Attualmente la normativa non riflette questa realtà: le norme non disciplinano tali servizi, oppure lo fanno in modo ambiguo, lasciando incertezza sui diritti dei consumatori e sugli obblighi dei professionisti. L'aggiornamento delle norme intende quindi essenzialmente adeguare la direttiva sui viaggi "tutto compreso" all'era digitale, per meglio rispondere alle aspettative dei consumatori.

La riforma sostiene ulteriormente la protezione dei consumatori, aumentando la trasparenza e rafforzando la tutela in caso di problemi. La Commissione europea stima che, in questo modo, altri 120 milioni di consumatori troveranno una tutela normativa e che anche le imprese ne trarranno vantaggio, dal momento che la riforma ridurrà la burocrazia e i costi di adeguamento. Saranno ad esempio eliminati gli obblighi di informazione obsoleti, quali la ristampa degli opuscoli, e i regimi nazionali di protezione dall'insolvenza saranno riconosciuti in tutti gli Stati membri.

Per gli acquirenti sia di pacchetti turistici tradizionali che personalizzati, la riforma prevede maggiori tutele sotto diversi punti di vista. Per quanto riguarda le variazioni di prezzo, si prevedono controlli più severi sui supplementi di prezzo (limite del 10% sugli aumenti di prezzo) e l'obbligo di trasferire le riduzioni di prezzo in circostanze equivalenti. Per quanto riguarda il recesso, sono previsti diritti di annullamento “rafforzati”: i consumatori potranno beneficiare di una maggiore flessibilità e recedere dal contratto prima della partenza pagando all'organizzatore un indennizzo ragionevole.

Inoltre, potranno risolvere il contratto gratuitamente prima della partenza in caso di catastrofi naturali, disordini civili o altre situazioni gravi simili nel Paese di destinazione che possano pregiudicare la vacanza (ad esempio se le ambasciate sconsigliano di recarsi in quel Paese). Per quanto riguarda le informazioni precontrattuali, i consumatori dovranno essere informati in un linguaggio semplice e comprensibile che l'organizzatore è responsabile della corretta esecuzione di tutti i servizi inclusi nel pacchetto e, qualora un servizio turistico non sia stato eseguito correttamente, i consumatori potranno chiedere, oltre alla riduzione del prezzo, il risarcimento dei danni morali subiti, in particolare per "vacanza rovinata".

 
Per approfondimenti:
Commissione europea - Comunicato stampa
Commissione europea – DG Giustizia

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28