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Esperienza, riflessione, apprendimento. Manuale per una formazione innovativa, di Jennifer Moon, Carocci, Roma 2012 (traduzione, note e cura di Serafina Pastore)

Creato il:  5 Settembre 2012

 
FORMAZIONE E CAMBIAMENTO N.73 SETTEMBRE - OTTOBRE 2012
 
Recensione di Monica Pentassuglia

Il rinnovato interesse, a livello tanto teorico quanto pratico, per i metodi formativi “oltre l’aula” (Lipari, 2012), precipitato dello scardinamento dei tradizionali schemi di codifica dell’azione educativa e dello spostamento d’asse dall’insegnamento (basato sulla tradizionale trasmissione top-down dei contenuti) all’apprendimento (quale processo di rielaborazione dell’esperienza da parte dei soggetti sulla base delle loro personali inclinazioni, interessi, preferenze, necessità) non rappresenta un’effimera e passeggera moda, ma definisce un ambito di riflessione al contempo complesso, insidioso e delicato (Pastore, 2012).
La revisione delle metodologie e delle strategie idonee a promuovere apprendimento passa oggi attraverso il riconoscimento della centralità dell’esperienza, principio ordinatore della pratica formativa, che facendo leva sul coinvolgimento e sulla responsabilità dei soggetti induce a «riflettere criticamente su quanto fatto, a recuperare i criteri che hanno ispirato la scelta effettuata, a considerare se stessi e l’evento secondo un’ottica diversa, a valutare i risultati raggiunti e i loro effetti, a individuare nuove prospettive e a programmare nuovi itinerari di ricerca» (pag. 14).
Come in una staffetta, esperienza e riflessione sembrano rimandare l’una all’altra avvalorando un’idea di formazione e di apprendimento ancora inedita per via delle implicazioni teorico-pratiche e di un dibattito scientifico che ha, per lungo tempo, scisso l’apprendimento esperienziale da quello riflessivo ed alimentato un gap difficile da colmare. È in tale frangente che segnaliamo la recente traduzione del volume di Jennifer Moon “A Handbook of Reflective and Experiential Learning” (edito da Routledge) e pubblicato in Italia per i tipi di Carocci nella serie “L’apprendimento esperienziale”.
A partire da una necessaria chiarificazione terminologica di concetti ancora troppo vaghi, J. Moon focalizza la sua attenzione in ottica critica e problematizzante sui temi dell’apprendimento riflessivo ed esperienziale cercando di individuarne tanto le differenze quanto le evidenti somiglianze, le latenti sovrapposizioni, le misconceptions sedimentate e le possibili correlazioni. Sulla base di questa preliminare operazione unisce e alterna momenti prettamente teorici con argomentazioni pratiche sostenute da significative riflessioni personali.
Nella prima parte del testo, prendendo le mosse da una rilettura delle principali teorie dell’apprendimento l’autrice si cimenta in una complessa operazione tesa ad evidenziare, in un continuo cambio di figure e sfondi, gli aspetti e gli elementi peculiari dell’apprendimento riflessivo e di quello esperienziale. Attraverso il confronto con quella che per comodità definisce come “prospettiva generica di apprendimento” (Capitolo I) prosegue la sua raffinata analisi portando il lettore ad interrogarsi rispetto ad alcune dimensioni cruciali dell’apprendimento di tipo riflessivo ed esperienziale: quanto influisce il modo in cui tendiamo a strutturare, a costruire, la conoscenza (Capitolo II)? E quali sono le implicazioni delle emozioni e dei sentimenti nell’apprendimento (Capitolo III)? In genere, che approccio abbiamo verso l’apprendimento (Capitolo IV)? 
Questa prima parte del testo è la base su cui l’autrice costruisce e articola la sua analisi. Sebbene si presenti ricca e densa di rimandi alla letteratura di settore (che spesso ha finito, questa l’accusa più volte avvallata dall’autrice, con l’essere eccessivamente autoreferenziale) non è mai dispersiva e rende appieno l’idea della complessità concettuale dell’apprendimento. Due i riferimenti teorici costanti dell’autrice: da un lato la fenomenografia di F. Marton e S. Booth e, dall’altro, la student learning perspective, la prospettiva di ricerca che, a partire dagli anni ’70, ha evidenziato la valenza del sistema di percezioni e di rappresentazioni del soggetto che apprende.
 Nella seconda parte del volume J. Moon passa ad un livello di analisi ulteriore sottolineando, in un passaggio chiave, come la caratteristica (e in parte, la difficoltà) che differenzia l’apprendimento riflessivo e quello esperienziale dalle altre forme di apprendimento è la mancanza di una mediazione diretta. È a partire da tale considerazione che si rende necessaria, per un verso, una revisione delle tradizionali modalità formative: «se l’apprendimento riflessivo e quello esperienziale sono relativamente indipendenti dall’insegnamento, allora dobbiamo interrogarci sulle implicazioni connesse a tale aspetto» (pag. 80); e, per l’altro, un approfondimento della loro natura peculiare. I Capitoli VI e VII offrono allora una puntuale e rigorosa systematic review di modelli, approcci e repertori al fine di sgombrare il campo da eventuali fraintendimenti.
L’ultima parte del testo, sulla scorta delle sollecitazioni raccolte nei precedenti capitoli, presenta una serie di metodi, tecniche e strategie per introdurre, sostenere e valutare l’apprendimento riflessivo e quello esperienziale tanto nei contesti formali quanto in quelli informali di formazione. Particolare e suggestivo il registro stilistico di questa sezione: le proposte, oltre ad assumere sempre il tono degli spunti, dei suggerimenti e delle considerazioni, frutto della personale esperienza di trainer dell’autrice, sono illustrati perspicuamente nella sezione delle Risorse che racchiude diversi esercizi da poter (ri)utilizzare.
Il testo si chiude con un breve Glossario: un ulteriore supporto offerto al lettore per comprendere concetti non sempre chiari e ben definiti.
Ad impreziosire la traduzione italiana curata da Serafina Pastore un apparato di note e di rimandi esplicativi che puntellano il testo e che si offrono come sostegno alla lettura e all’approfondimento di concetti e pratiche formative ancora poco note al contesto italiano.
Una meritoria operazione scientifica ed editoriale che consegna alla comunità di docenti, formatori, consulenti un condensato di metodi e strategie innovativi e creativi, ma soprattutto un invito ad una riflessione seria e rigorosa sui temi dell’apprendimento riflessivo ed esperienziale.
 

Riferimenti bibliografici
Lipari D. (2012). Metodi della formazione oltre l’aula, FOR, 90, 107-113.
Pastore S. (2012). Lavoro e apprendimento. Intersezioni didattiche. Milano: Guerini.

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Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27