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Gli appalti pubblici tra Decreto Sviluppo e normativa Antimafia

Creato il:  11 Ottobre 2011

Si è tenuto il 7 ottobre 2011, presso il Complesso Monumentale di Castel Capuano a Napoli, il primo seminario tecnico dal titolo “I contratti pubblici tra Decreto Sviluppo e normativa Antimafia".
Il ciclo di seminari si svolge nell’ambito del progetto “Appalti Chiari: trasparenza e semplificazione nelle procedure di evidenza pubblica”, ed è un’iniziativa organizzata da Formez PA su mandato del Dipartimento della Funzione Pubblica d’intesa con il Ministero dell’Interno e finanziata dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del PON "Governance e Azioni di Sistema", Asse E “Capacità istituzionale”.

In questa prima occasione di riflessione, cui hanno preso parte oltre 120 funzionari e dirigenti delle diverse realtà amministrative territoriali e delle società concessionarie di servizi, sono state approfondite le innovazioni introdotte nel Codice dei contratti dal decreto-legge n. 70/2011 (c.d. Decreto Sviluppo), convertito nella legge n. 106/2011, innovazioni che, unitamente alle disposizioni del nuovo Codice Antimafia, delineano uno scenario particolarmente ricco di novità sul piano interpretativo e tuttora in divenire.

Ha aperto il lavori la dott.ssa Tedeschi, Responsabile del Progetto Appalti Chiari (Formez PA) , che ha inquadrato il tema della giornata evidenziando le nuove frontiere tecnologiche utili a rendere le procedure più rapide e sicure, come quelle sperimentate con la creazione del sistema SICEANT per il rilascio della certificazione antimafia on line ideato, sviluppato e implementato dal Formez presso il Ministero dell’Interno.

Sono emersi subito i nodi nella effettiva applicazione delle norme. Anzitutto, come sottolineato dall’avv. Titomanlio, Segretario Generale dell’IGI, riguardo al problema dell’escludibilità di determinati soggetti dalla partecipazione alle gare d’appalto. Il problema è ascrivibile ad esempio al grado di discrezionalità nell’esclusione di determinati soggetti.

Questo aspetto è stato altresì sottolineato dalla dott.ssa Cardilli, Direttore Servizio per la programmazione e gestione degli interventi finanziati dal FSE del Dipartimento della Funzione Pubblica; che ha inoltre inquadrato l’azione di supporto del progetto Appalti Chiari nel più ampio sistema di interventi finalizzati a sviluppare la capacità istituzionale delle amministrazioni. L’esclusione dalla gara avviene infatti anche attraverso un esercizio interpretativo della norma che non sempre è corretto ed efficace.

Ci sono inoltre delle difficoltà tecniche nella rilevazione dei flussi finanziari, sottolineate nella sua relazione dalla avv. Savelli, funzionario IGI. D’altronde, come rilevato dal Cons. Buonauro, Magistrato del TAR Campania, le problematiche connesse alle normative in materia di appalti sono in costante e difficile equilibrio tra due poli contrapposti: da una parte l’estrema rigidità del sistema, dall’altro il bisogno di efficienza delle stazioni appaltanti. Vista la delicatezza e insieme la pregnanza di questa legislazione, la garanzia della certezza del diritto si traduce in una particolare rigidità delle norme, che devono tendere a “normare tutto”, comprendendo, per quanto possibile, ogni possibile eventualità. Del resto, questo è se non impossibile eccessivamente oneroso per gli Enti pubblici, soprattutto in termini di efficienza in termini di rapidità nella realizzazione dei lavori e risposte agli imprenditori che partecipano alle gare. Questo dilemma è parzialmente risolto grazie alle diverse possibilità che hanno le Amministrazioni di ricorrere a differenti sistemi procedurali di gara.

Ha illustrato le caratteristiche di una di queste procedure il dott. Sorrentino, funzionario della Provincia di Napoli, che ha presentato un sistema consolidato di e-procurement ed ha mostrato come sia stato possibile conciliare un buon grado di sicurezza delle procedure e rapidità di svolgimento delle procedure di gara per via telematica. Inoltre, la creazione di una nuova tipologia di  white list, - ovvero elenchi di amministrazioni “affidabili”, come evidenziato dal Pref. dott. Frattasi, Coordinatore del Comitato di Coordinamento per Alta Sorveglianza Grandi Opere, consente di semplificare le procedure di screening dei partecipanti e affidamento dei lavori.

La dott.ssa Chimenti, Dirigente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, ha analizzato le caratteristiche e le linee guida per la predisposizione di bandi tipo, mentre profili di costituzionalità delle centrali di committenza sono stati esaminati dal Prof. Abbamonte della Seconda Università degli Studi di Napoli, che ha sottolineato la spinta centripeta nel settore delle opere pubbliche imposta dalla Consulta a fronte di una normativa stratificata e della pluralità delle fonti.

Ha concluso i lavori il Prof. Villani, Direttore Generale di Formez PA, che si è soffermato sui riflessi macroeconomici della spesa pubblica e sulla trasparenza ed integrità dell’azione amministrativa in settori sensibili come quello delle opere pubbliche.

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27