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Il ruolo della P.A. e i nuovi modelli di governance nelle strategie macro-regionali dell'U.E.

Creato il:  1 Luglio 2011

“Se gli elementi fondamentali nei processi di governance sono il decentramento amministrativo e la sussidiarietà che danno vita a dinamiche di governo a rete, anziché piramidali o gerarchiche, appare evidente che la governance rappresenta una sfida senza precedenti per la pubblica amministrazione italiana e quindi per i funzionari che la compongono”. Chiaro il discorso di Arturo Siniscalchi, responsabile direzione pianificazione risorse umane e progetti di Formez PA, al convegno “Il ruolo della pubblica amministrazione e i nuovi modelli di governance nelle strategie macro-regionali dell’Unione Europea” tenutosi a Campobasso il 29 giugno scorso: la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa, ma con l’impegno di tutti si possono ottenere risultati positivi, anzitutto perché “se consideriamo la governance come una modalità di negoziazione tra sfera pubblica, privata e altri attori, caratterizzata da un complesso network di interdipendenza a diversi livelli di autorità, ne deriva un nuovo modo di organizzare e amministrare territori e popolazioni”. Dunque cambiare in meglio è possibile, soprattutto se si forma un tavolo per avviare una programmazione condivisa a livello continentale.

Il convegno, organizzato dall'European Institute of Public Administration (EIPA, la struttura alla quale partecipano tutti i dipartimenti della Funzione pubblica degli Stati membri, che ha aperto un proprio ufficio in Italia scegliendo come sede il Molise) e dalla Regione Molise, che dal 30 giugno ha assunto la presidenza dell’Euroregione Adriatica, con lo scopo di sviluppare la formazione soprattutto nella penisola balcanica, ha avuto tra i relatori il presidente e il vice presidente dell’Euroregione Adriatica, Ivan Jakovčić e Michele Iorio; Marga Pröhl, direttore generale di EIPA; Antonio Francioni, direttore generale della Regione Molise; Cristiana Turchetti, esperto distaccato del dipartimento della Funzione pubblica; Massimo Gerli, dirigente per il coordinamento dei rapporti internazionali; Blerta Selenica, capo del dipartimento della Pubblica amministrazione del ministero dell’Interno albanese. Il dibattito è stato moderato da Francesco Cocco, consigliere del presidente della Regione Molise.

“A livello internazionale – ha asserito Siniscalchi – mancano meccanismi di enforcement credibili e quindi occorre per lo più fare leva sulla volontà di coordinamento spontaneo degli stati; a livello transnazionale europeo, mancano i presupposti del government, cioè gli essenziali anelli della catena che porta dalla volontà popolare alle decisioni autoritative del governo; a livello nazionale, la complessità del policy-making è tale che i governi nazionali non riescono da soli a padroneggiare tutte le informazioni necessarie ai processi decisionali e devono quindi fare affidamento sulle conoscenze di gruppi che nascono dalla società civile; a livello regionale, ai governi regionali è demandata quella funzione di raccolta delle informazioni e delle preferenze sulle quali basare la strategia di sviluppo”.
Quindi, l’Unione per superare gli ostacoli “dovrà incrementare la qualità della legislazione europea, attraverso la partecipazione della società civile e favorendo il decentramento geografico”.
“In questo complesso scenario – ha concluso Siniscalchi – l’Euroregione Adriatica rappresenta un elemento di coordinamento importante, tra regioni e autonomie locali transnazionali, animate da obiettivi comuni, proprio perché raramente si verifica il coordinamento spontaneo fra attori e istituzioni. Dal proprio canto Formez PA, che dal 2009 sta portando avanti tre progetti di assistenza tecnica mirata alle attività proprie dell’Euroregione Adriatica, affianca la pubblica amministrazione centrale e locale e i suoi funzionari impegnati nell’affrontare le sfide rappresentate dal cambiamento di missione di una PA sempre più orientata all’utente e fornitrice di moderni servizi”.

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27