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Integrazione dei rom a partire da istruzione e cura all'infanzia. Il rapporto Ue sulle misure adottate dagli Stati membri

Creato il:  13 Ottobre 2016

La Commissione europea ha adottato, a fine giugno 2016, il rapporto annuale sull'integrazione dei Rom, che esamina le misure messe in atto dagli Stati membri a seguito della raccomandazione del Consiglio sulle misure efficaci per l'integrazione dei Rom del 2013, che invitava gli Stati membri a sviluppare strategie nazionali per l'integrazione dei Rom per promuoverne l'accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio.

Con questa relazione la Commissione UE vuole ricordare agli Stati membri di prestare maggiore attenzione e determinazione politica, e onorare i loro impegni per integrare le comunità rom europee. Anche se lo scorso anno sono stati registrati alcuni sviluppi positivi, in particolare nel settore dell'istruzione, tuttavia in alcuni Stati membri continua la segregazione dei bambini rom nel sistema scolastico e la Commissione ha dovuto adottare provvedimenti per garantire il rispetto della legislazione anti-discriminazione.

La Commissione ha intensificato gli sforzi per garantire, anche a livello locale, la corretta attuazione della legislazione in materia di anti-discriminazione nei confronti dei Rom avviando procedure di infrazione qualora una normativa non sia adeguatamente applicata. La Commissione sostiene l'attuazione delle strategie per l'integrazione dei Rom degli Stati membri accordando finanziamenti nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020, specialmente nell’ambito del Fondo Sociale Europeo.

Dalla relazione emerge che:

  • la maggior parte degli Stati membri ha presentato misure relative all'istruzione e alle cure della prima infanzia, all'abbandono scolastico, all'istruzione inclusiva e al sostegno personalizzato. Tuttavia le misure contro l'esclusione dal mondo del lavoro non sono ancora sufficienti e gli sgomberi forzati dei Rom sono continuati nel 2015 senza alcuna offerta di alloggi alternativi.                                                                                     
  • i fondi strutturali e di investimento europei sono stati utilizzati meglio per l'integrazione delle comunità emarginate in quanto numerosi Stati membri hanno introdotto una priorità di investimento specifica per l'integrazione delle comunità emarginate, quali i Rom, nell'ambito dei diversi programmi operativi nazionali, consentendo interventi esplicitamente mirati e un miglior controllo dei risultati.
  • molti Stati membri hanno istituito strutture di coordinamento per l'integrazione dei Rom con il coinvolgimento di diversi portatori d'interessi. Le strategie nazionali si traducono sempre più spesso in piani di azione locali e i punti di contatto nazionali per i Rom sono coinvolti più da vicino nell'utilizzare al meglio i fondi europei. La Commissione sosterrà gli Stati membri nello sviluppo di piattaforme nazionali per l'inclusione dei Rom al fine di garantire una cooperazione più efficace sul terreno.

La Commissione invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi per applicare la legislazione in materia di anti-discriminazione ed eliminare la segregazione nei settori dell'istruzione e degli alloggi e prevenire gli sgomberi forzati. La Commissione esorta gli Stati membri a far prova di maggiore volontà politica e ad adottare una prospettiva a lungo termine per combattere la discriminazione a danno dei Rom.

L’Italia, ha comunicato alla Commissione europea di aver adottato le seguenti misure raccomandate dal Consiglio:

nel settore della lotta alla discriminazione

  • garantire l'effettiva attuazione pratica della direttiva sull'uguaglianza razziale
  • combattere la tratta di esseri umani

 

nel settore dell’accesso all'istruzione

  • eliminare la segregazione
  • combattere l'abbandono scolastico
  • promuovere l'accesso e la qualità nell'ambito dell'istruzione e delle cure della prima infanzia
  • assicurare sostegno personalizzato
  • incoraggiare il coinvolgimento dei genitori e la formazione degli insegnanti

 

nel settore dell’accesso all'occupazione

  • sostenere le prime esperienze di lavoro, la formazione professionale, la formazione sul posto e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita
  • offrire parità di accesso ai servizi pubblici generali per l'impiego con il sostegno personalizzato

 

nel settore dell’assistenza sanitaria

  • migliorare l'accesso ai controlli medici, alle cure pre-e post natali, alla pianificazione familiare, ecc.
  • promuovere la consapevolezza in materia di salute

 

nel settore dell’accesso all'alloggio

  • eliminare qualsiasi forma di segregazione spaziale e promuovere la desegregazione
  • promuovere l'accesso non discriminatorio agli alloggi sociali

 

Staff Europe Direct

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29