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L’integrazione nelle politiche settoriali tra esperienze capitalizzate e prospettive per il futuro

Creato il:  14 Novembre 2011

di SERGIO VASARRI*
 
La sessione “L'integrazione nelle politiche settoriali: condizione per l'attuazione e eredità per il futuro” ha approfondito il tema dell’integrazione delle politiche, osservate sia in una prospettiva settoriale che intersettoriale.

L’approccio integrato alla governance delle politiche di intervento, siano esse monosettoriali o intersettoriali, costituisce un principio guida che ha ispirato ed “attraversato” gli ultimi due cicli della programmazione dei Fondi strutturali e che si prospetta come elemento cardine di quella futura. I documenti delle future politiche di coesione, infatti, rilanciano l’esigenza di pianificazione strategica e l’integrazione tra i Fondi.

L’integrazione è stata auspicata, richiesta, studiata, insegnata e trasferita sotto forma di buona pratica, addirittura imposta a diversi livelli e da differenti soggetti preposti alla programmazione delle politiche, in quanto condizione per una efficace ed efficiente attuazione degli interventi.

A conclusione di un intenso periodo di sperimentazioni e implementazioni di piani, programmi e azioni, i Fondi (soprattutto FSE e FESR) si presentano con un corredo di esperienze molto diversificate, la cui analisi - combinata con i lavori della sessione - porta a due ordini di conclusioni: da un lato, i casi di maggiore successo risultano essere quelli in cui all’interno di una politica di Asse/Settore si è voluto e saputo integrare più Fondi; dall’altro, laddove essi hanno interagito per un intervento diretto delle Autorità di Gestione, sulla base di iniziative territoriali in assenza di pianificazione strategica, gli esiti non sono stati affatto positivi.

Da queste considerazioni è importante ripartire per azioni di accompagnamento alle Regioni sulle attività che si rendono necessarie per preparare il futuro delle politiche di coesione, ma anche ai fini dell’accelerazione della attuazione dei PO 2007-2013. Una riflessione che può supportare un rilancio degli Assi “Capacità Istituzionale”, con una migliore capacità di individuazione delle linee di azione.

In particolare per incidere sui fattori di condizionalità, che rallentano l’attuazione e che saranno il vero banco di prova per il futuro. Ma anche per consolidare e accrescere il capitale umano della PA, soprattutto quello coinvolto nelle attività di monitoraggio e valutazione, legate alla programmazione strategica.

Per il futuro, le Regioni dovranno fare un ulteriore sforzo di presidio delle politiche di settore completando la messa a punto degli strumenti che costituiscono le specifiche condizionalità e progettando l’utilizzo combinato dei diversi Fondi. Al contempo, aumenteranno i bisogni di accompagnamento per attività di pianificazione strategica, monitoraggio delle politiche e valutazione unitaria, così come per la definizione di meccanismi ottimali di raccordo con gli Organismi intermedi, con particolare riferimento alle condizionalità e a un sistema di premialità e sanzioni.
 
*Area Innovazione e semplificazione

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27