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Lavoro e apprendimento. Intersezioni didattiche (di Serafina Pastore)

Creato il:  6 Marzo 2012

Recensione

Che rapporto c’è, oggi, tra lavoro e apprendimento?
È questa la domanda da cui prende avvio il volume “Lavoro e apprendimento” di Serafina Pastore.
Nuovi scenari si stanno profilando all’orizzonte nel dibattito sulla formazione. Se, da un lato, le trasformazioni del lavoro, a livello sociale, politico ed economico impongono una revisione puntuale del senso e del significato ad esso attribuiti, dall’altro, è l’apprendimento che si verifica in quello spazio di confine tra lavoro e istituzione formativa ad aver aperto la via a nuovi ed inediti percorsi di riflessione.
L’autrice, nel tentativo di analizzare criticamente il connubio lavoro-apprendimento, prova a fare ordine tra tipologie, modelli, approcci e pratiche che hanno caratterizzato la produzione di settore (di matrice pedagogica, psicologica, sociologica ed economica) degli ultimi venti anni e a rileggere concetti, funzioni e strumenti della formazione attuale.
Lo sforzo epistemologico di definire un campo di riflessione specificatamente didattico si palesa fin dal primo capitolo nella dettagliata descrizione del learning landscape: disegnare i confini, definire le zone e le aree specifiche che contraddistinguono il panorama dell’apprendimento, così come tracciare le correnti e individuare le paludi in esso presenti permette di consegnare al lettore una vera e propria mappa dell’apprendimento.
Ma è nelle restanti parti del testo che la ricerca sulle intersezioni e sugli accostamenti didattici tra lavoro e apprendimento trova più compiuta espressione. Riattualizzando il concetto di contesto, l’autrice esplora le possibili declinazioni tra lavoro e apprendimento individuando quelle più consuete (apprendimento per il lavoro e apprendimento al lavoro; lavoro come luogo e come occasione di apprendimento) e ne prospetta, la contempo, di inedite (apprendimento attraverso il lavoro e lavoro come mediatore didattico).
All’interno di un framework didattico così eclettico, Serafina Pastore individua le nuove criticità riconducibili essenzialmente allo sbilanciamento della mediazione didattica (nei contesti lavorativi e pratici, fortemente segnati dalla dimensione dell’informalità, è il soggetto il diretto responsabile dell’apprendimento); alla revisione delle modalità di transfer nell’apprendimento e, infine, alle problematiche connesse alla valutazione di un apprendimento non sempre facilmente “visibile” e individuabile.
La chiusura del testo è affidata alle parole di Stephen Billett, esperto di workplace learning e learning through work, che si sofferma sulle direzioni future per la ricerca internazionale sulla formazione.
L’esposizione asciutta, l’attenzione e la cura nella scelta lessicale, la scrittura misurata delle riflessioni, i numerosi e plurali riferimenti, le citazioni puntuali fanno di questo testo uno strumento prezioso per operatori e addetti ai lavori oltre che un felice avvio per un orizzonte di ricerca appena dischiuso.
 

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27