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Legalità, etica e trasparenza: così la PA combatte le infiltrazioni mafiose nella gestione delle emergenze

Creato il:  3 Febbraio 2014

di VINCENZA MANTELLA*

 

Legalità, Etica, Imparzialità dell’azione amministrativa, Trasparenza, queste le parole chiave del Seminario tenutosi a L’Aquila il 29 gennaio scorso sulle quali si fonda la strategia nazionale di contrasto alla corruzione. 

Ha introdotto i lavori la dott.ssa Elena Sico, Responsabile della Prevenzione della Corruzione per la Giunta della Regione Abruzzo che ha rappresentato la sua esperienza, e quella della task force, dedicata alla prevenzione della corruzione, in un contesto in cui la fase di ricostruzione del post-terremoto del 2009 è stata oggetto di esposizione ad un alto rischio di infiltrazioni mafiose e di fenomeni corruttivi accompagnata da una frammentazione organizzativa esistente per la prima volta.  

A questo proposito il Prefetto Frattasi,  Direttore dell’Ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari  del Ministero dell’Interno, ha ricordato che proprio a l’Aquila è stata sperimentato per la prima volta, il modello delle White List ormai applicato su tutto il territorio nazionale. Le white list sono elenchi tenuti dalle prefetture in cui vengono iscritti operatori economici ritenuti immuni da infiltrazioni mafiose. Il  vantaggio è evidente non solo per le pubbliche amministrazioni che usufruiscono di una semplificazione nell’attività di affidamento e appalto ma anche per l’impresa stessa che offre garanzie ai suoi potenziali clienti di legalità ed etica. 

Il Prefetto Frattasi ha evidenziato la necessità di accompagnare la politica di contrasto alla corruzione soprattutto sotto l’aspetto etico per sostenere l’azione di contrasto.  Nel disegno normativo, ricorda, la L.190/12 assegna ai Prefetti una funzione collaborativa, sollecitoria e di intervento tutorio nei confronti degli enti territoriali  che ben si incastra tra gli attori istituzionali impegnati nella prevenzione della corruzione al fine di operare nell’interesse della collettività. 

Etica ed  Educazione civica sono  i valori fondamentali a cui deve guardare e da cui deve farsi guidare il dipendente pubblico che opera al servizio dei cittadini, secondo il prof.  Marco Villani, Direttore Generale di FormezPA che aggiunge la necessità di attivare un cambiamento culturale progressivo che deve giungere alle generazioni nuove, ai giovani di oggi, futuri cittadini del nostro Stato. Ed insieme a questi principi è necessario utilizzare tutti gli strumenti che portano alla trasparenza dell’azione amministrativa come l‘utilizzo delle nuove tecnologie, la formazione, i codici di comportamento, affinchè i cittadini possano seguire le attività dell’ente ed esercitare il proprio diritto/dovere di controllo sociale sull’attività della Pubblica Amministrazione.

Proprio Trasparenza e Accountability e ruolo dei cittadini nei confronti dell’ente, sono stati i temi dell’intervento del Consigliere Notarmurzi del Dipartimento della Funzione Pubblica, che ha posto l’accento sul cambiamento che ormai vivono le pubbliche amministrazioni: la possibilità per l’ente di essere trasparente permette ai cittadini di effettuare un controllo sociale sull’azione dell’ amministrazione rivelandosi quindi uno strumento fondamentale e più utile alla P.A., ricevendo feedback dai suoi utenti che le permettono di ri-calibrare l’azione amministrativa. Cambia la posizione e il rapporto tra cittadino e amministrazione pubblica che non è più in una torre d’avorio, ma una casa trasparente.

La seconda parte dei lavori si è concentrata sugli aspetti metodologici dell’attuazione della Legge 190/12, del Piano Nazionale Anticorruzione e sui Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione degli enti locali.

Anche il Prof. Merloni, Università di Perugia, pone l’accento sui principi dell’etica e della legalità che devono diventare i principi guida e di comportamento dei dipendenti pubblici. Ricorda, infatti, che la legge 190/12 :

• sollecita la vigilanza e l’accesso alle carriere pubbliche, e attraverso i decreti attuativi successivi, l’individuazione di eventuali posizioni di conflitto di interessi, inconferibilità e incompatibilità nel caso di carriere dirigenziali, 

• attribuisce ai codici di comportamento dei singoli enti un recepimento formale nella regolamentazione amministrativa dell’ente, codici che diventano “operativi” e “direttamente” applicabili,

• rafforza l’applicazione dei provvedimenti disciplinari,

• riporta a fonte unilaterale la definizione dei doveri che incombono su tutti i dipendenti fissando dei doveri minimi, indipendentemente dalla tipologia di pubblica amministrazione,

• la presenza di codici di comportamento permette, all’amministrazione, di dotarsi di ulteriori doveri e misure rispetto ad una eventuale esposizione al rischio in rapporto all’attività e condizioni particolari.

Il Prof. Monteduro, Università di Tor Vergata, partendo da  uno studio della Commissione Europea del 2010, ha evidenziato come il fenomeno corruttivo a livello europeo sia diventato ormai una emergenza e come l’Italia presenti il maggior divario tra regioni. Gli indicatori di percezione della corruzione evidenziano una diffusa sfiducia nel sistema amministrativo italiano. L’esperienza del progetto di FormezPA “Interventi mirati al contrasto della prevenzione della corruzione nella P.A. centrale e locale” ha invece dimostrato che le amministrazioni sono pronte ad accogliere e mettere in atto le indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione. Difatti, esse hanno evidenziato come il piano triennale possa dare un impulso di maggiore efficacia in termini di cambiamento culturale piuttosto che di inasprimento dei controlli. Da qui ne discende l’importanza dell’introduzione della metodologia del risk management ai fini dell’analisi delle aree di rischio.

Il prof. Monteduro sottolinea inoltre che l’individuazione delle misure da inserire nel piano a seguito dell’analisi delle aree più esposte non necessita di ulteriori risorse aggiuntive, in termini economico/finanziari, ma che si possa agevolmente individuare una misura di tipo organizzativo che ottimizzi l’attuazione della misura e al tempo stesso possa essere efficace ed efficiente per la gestione del processo o del procedimento.

L’ultima relazione  dell’avv. Savelli, Istituto Grandi Infrastrutture, si è focalizzata sull’impatto che le nuove Direttive Europee in tema di corruzione, e in fase di approvazione dalla Commissione Europea, avranno sulla normativa italiana in tema di lotta e contrasto della corruzione. 

Tra le novità, importanti per le amministrazioni pubbliche, l’avvocato Savelli ha ricordato  la nuova disciplina e i requisiti generali per partecipare alle gare di aggiudicazione, che si sostanziano in requisiti di moralità per l’appaltatore. Il possesso o meno di tali requisiti è causa di esclusione dalla gara. Oltre alle attuali cause obbligatorie di esclusione dell’appaltatore (relative a reati di corruzione che ampliano la sfera di applicazione in tutti gli Stati Membri) vengono introdotte cause facoltative di esclusione dei concorrenti come:

- motivi per cui la P.A. possa ritenere che siano presenti  cause per le quali un operatore economico debba essere escluso (quali ad esempio cartelli),

- conflitto di interessi,

- il tentativo dell’operatore economico di influenzare indebitamente il processo decisionale. 

La nuova disciplina europea può dunque aiutare le amministrazioni pubbliche a prevedere nuove misura di prevenzione da inserire nei Piani Triennali, per ridurre l’esposizione al rischio nell’area obbligatoria dell’appalto pubblico. Oltre a ciò, la normativa europea introduce una nuova disciplina in materia di subappalto prevedendo la nuova fattispecie del “subappalto a cascata”: mentre però per l’UE rappresenta una modalità di gestione degli appalti pubblici, per l’Italia può rappresentare una causa di infiltrazioni mafiose. A questo si aggiunge l’Introduzione del Documento di Gara Unico Europeo in cui l’operatore economico dichiara di possedere i requisiti generali e speciali al fine di indicare alla pubblica amministrazione dove poter effettuare la verifica dei documenti.

Ha concluso i lavori della giornata un interessante dibattito con la platea dei partecipanti che ha contribuito a definire ed analizzare gli aspetti problematici della normativa e l’entusiasmo, sempre più ampio e convinto, del personale nell’affrontare una nuova sfida amministrativa ed organizzativa.

 

* Formez PA

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28