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Linea Amica: salvata una vita umana grazie all’intervento del contact center

Creato il:  12 Settembre 2014

Linea Amica,il contact center realizzato da Formez PA su incarico del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, che risolve concretamente i problemi dei cittadini su lavoro, disabilità, pensioni, immigrazione, tasse, imprese, stavolta ha salvato la vita di un 25enne affetto da epatite C.

Il caso è stato raccontato dal quotidiano "La Repubblica" di Firenze.

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È la storia di F.V. di Firenze, che contrasse il virus dell’epatite a otto mesi per una trasfusione infetta, subita per problemi di immunodeficienza. Non potendosi curare con l’interferone è arrivato a sottoporsi nel 2010 – all’età di 21 anni – al trapianto di fegato. Dopo una brutta ricaduta, nel gennaio scorso, per cui avrebbe rischiato un secondo trapianto, il medico che ha in cura il ragazzo all’Ospedale S.Orsola di Bologna, il prof Pietro Andreone, ha fatto richiesta alla casa farmaceutica - per uso compassionevole - del Simeprevir, il farmaco che insieme al Sofosbuvir gli salverebbe la vita, entrambi non ancora in commercio in Italia.

Il protocollo prevede, nei casi di reali pericolo di vita del paziente, e dopo che la casa farmaceutica ha dato l’ok, che venga avvertito il Comitato etico dell’ospedale da cui , a sua volta, si attende un ulteriore placet. E così avviene. Contestualmente anche l’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, viene informata. Ma le condizioni del ragazzo peggiorano sempre di più, fino a quando sua madre non decide di chiamare Linea Amica che contatta tutti gli attori del caso: l’Aifa, il comitato-etico e la casa farmaceutica.
Lo staff del contact center richiede nuovamente e con urgenza alla casa produttrice il farmaco in questione che, questa volta, arriva all’Ospedale S.Orsola in pochi giorni.

A distanza di pochi mesi F.V. sta molto meglio. Gli esami del fegato sono in pieno recupero e si decide di prolungare la terapia farmacologica fino a nove mesi, anziché sei, per essere sicuri di aver estirpato il virus.
“Sono state rispettate tutte le procedure per l’approvazione dell’uso compassionevole del farmaco”- dice il prof Andreone docente di Medicina Interna presso il Policlinico S. Orsola dell’Università di Bologna – “ma queste andrebbero snellite, dal momento che è il medico curante che si assume la responsabilità di richiedere e somministrare questi farmaci per pazienti che hanno un imminente pericolo di vita e si hanno chiare evidenze che la terapia è in grado di modificare una evoluzione sicuramente infausta”.

Per ringraziare della dedizione e della tempestività con cui è stato trattato il caso di suo figlio, la mamma del ragazzo oltre ad aver mandato allo staff di Linea Amica una lettera di ringraziamento, ha postato alcuni tweet di elogio del servizio, ed in particolare dell’esperto che ha gestito la pratica, al Presidente Renzi e ai Ministri Madia e Lorenzin.

A proposito di diritti digitali invece, in questi giorni il Quotidiano di Sicilia ha pubblicato un ampio articolo sull'obbligo di utilizzo della Posta elettorica certificata (PEC) da parte della PA, redatto sulla base delle informazioni comunicate da Linea Amica.

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28