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Metodi e modelli migliorativi per il ciclo di gestione della performance

Creato il:  4 Giugno 2014

Presentare metodologia e primi risultati di una ricerca commissionata dall’ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione e realizzata da Formez PA per conto del DFP, volta ad individuare modelli migliorativi per misurare e valutare la performance organizzativa nella PA. E’ stato questo l’obiettivo del convegno “Metodi e modelli migliorativi per il ciclo di gestione della performance, che si è svolto al Forum PA il 29 maggio.

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La soddisfazione per aver avuto un committente così autorevole nelle parole del direttore generale di Formez PA Marco Villani: “Per noi è stato un onore rappresentare uno strumento  ‘silenzioso’ per un’agenzia importante come ANAC. Una delle nostre missioni fondamentali è quella di portare nelle amministrazioni le conoscenze che mancano, mettendo al centro il civil servant avido di sapere”.
 
“Performance non è solo adempimento, ma soprattutto legalità” - ha detto ancora Villani - La PA serve, ma deve funzionare bene sfruttando al meglio le risorse che ha, laddove spending non significa tagliare, ma ottimizzare”.
 
“Il nostro obiettivo è stato quello di intervenire in termini di efficacia, efficienza e semplificazione in tema di performance delle PA, in un momento in cui è evidente la crisi del performance management” ha dichiarato in apertura dell’incontro Antonio Saturnino, Responsabile del progetto di ricerca ANAC-DFP “Metodologia di valutazione” per Formez PA.
 
“Aver commissionato questa ricerca, dimostra come l’ANAC non intenda solo vigilare sulla PA o sanzionarla, ma anche darle una mano a funzionare meglio“ ha detto Antonella Bianconi, Segretario Generale ANAC.
 
“La buona gestione e la trasparenza sono elementi fondamentali per prevenire la corruzione. La trasparenza, a sua volta, va integrata con l’anticorruzione e con la programmazione, ma - ha aggiunto - è tanto cruciale quanto difficile da attuare che tutti gli strumenti di programmazione nella PA siano integrati”.
 
Sull’importanza dell’integrazione tra performance, qualità, trasparenza e semplificazione nell’azione pubblica, ha insistito anche Saverio Giuliani, funzionario statistico ANAC, illustrando quali sono state le indicazioni dell’agenzia in materia di performance (delibera n°6/2013).
 
“Tutti i processi dovrebbero orientare le PA verso il raggiungimento degli obiettivi e tutto andrebbe messo a sistema nella pianificazione, seguita dalla rendicontazione e dalla relazione finale sulla performance” ha affermato Giuliani, mettendo in luce l’ulteriore punto critico della corretta definizione degli indicatori della performance pubblica: “Possibile che, come denunciava qualche tempo fa il Corriere della Sera, il 90% dei dirigenti pubblici sia stato promosso a pieni voti?”.

Nei modelli di gestione delle performance attualmente adottati sono state segnalate diverse criticità:
- i piani della performance sono troppo descrittivi;
- il collegamento tra gli aspetti strategici e gli obiettivi più operativi (cascading) è difficile da attuare;
- non sono sempre chiare le finalità del piano, in particolare se sia uno strumento di “controllo strategico” o di “accountability”;
- vi è scarso collegamento tra il piano della performance e il piano della trasparenza e non sempre sono chiari i collegamenti con la performance individuale.
 
Per contribuire a superare le criticità emerse, la ricerca sta sperimentando lo sviluppo di modelli basati non per tipologie di enti/amministrazioni, ma per tipologie di funzioni/servizi, relativi ai macro processi più significativi dell’azione dell'amministrazione interessata.

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Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28