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Microsoluzioni. Piccole storie esemplari di vita d’azienda. Isabella Covili Faggioli, Guerini e Associati, Milano, 2010

Creato il:  11 Gennaio 2011

Recensione a cura di Cristiano Cobianchi

Un libro semplice, dalla lettura facile, che però porta alla luce messaggi profondi. La interpretazione dei comportamenti dei protagonisti sono aspetti teorici su cui riflettere. Viene effettuata un’inversione di paradigma per cui non è più la teoria a definire un comportamento per stabilire uno stile, ma sono le azioni dei singoli che definiscono una teoria. Le soluzioni spesso micro, ma sorprendentemente efficaci per la semplicità diventano pietra angolare di uno stile molto chiaro. Su questi racconti si potrebbero costruire giornate di discussione e di formazione. Questo è il valore aggiunto di un libro quantomeno  libro inusuale.

Diluita dalla disarmante semplicità degli ambienti colori pastello e dalle descrizioni minime ma puntuali dei protagonisti dei piccoli episodi, si scopre una complessa coniugazione tra mondo degli affetti personali e l’affetto per gli altri e per il lavoro raccontato da Isabella.

È la capacità di dare valore alla quotidianità e la sua rielaborazione che ci fa crescere e migliorare, sin da piccoli. È da quanto viviamo, facciamo e sbagliamo con amore che apprendiamo. È da quel dolce e rigoroso apprendimento, di cui ci impossessiamo anche per emulazione, che possiamo coltivare in noi qualcosa che ci rimarrà deliziosamente indelebile per sempre.
È la capacità di ascoltare che ci fa capire ed è capendo che a nostra volta possiamo dare qualità all’ascolto. Un ascolto attento e ricco a cui potremo coniugare, senza inibizioni, i veri noi stessi e trasmettere i valori, che abbiamo dentro, ad altri.
Possiamo donare parte di noi al nostro prossimo vicino in ogni dove, per migliorarci ancora e sentirci orgogliosi di avere ri-donato agli altri qualche cosa di intimamente nostro.

Valori semplici, che provengono da insegnamenti ricchi di affetto ma ben saldi e rigidi tanto da dare quella disciplina chiara conscia basata sull’assunto che per essere gratificati poi bisogna prima dare, con sana e trasparente onestà!

Ecco come Isabella, con una semplice bacchetta magica, ci materializza un contesto dove affetti e azienda improvvisamente vengono a trovarsi nello stesso edificio, la vita, fortemente ancorato dalle sue fondamenta salde.
Sono solo piani diversi ma con scale comuni, misure, dimensioni, colori e perimetri identici.

Trasporre i precetti educativi, ricevuti da bambina e ammaestrati nella vita per poterli coniugare ad un “piano” diverso, è semplice per Isabella e risulta semplice per tutti; diventa lineare il loro utilizzo come leggere metafore necessarie nei rapporti con il mondo e col lavoro.

Come nello spicchio di fuoco di una lente dal vissuto quotidiano, si liberano episodi di vita quotidiana familiare e lavorativa. In ogni ricco attimo si sviluppano e si intrecciano valori trasversali che danno forza a veloci nuove evoluzioni, rielaborazioni e esperienza.

Isabella parte dai propri affetti e da un episodio su tutti, “la forza della Ragione”.

  • “Ricordo mia nonna quando mi mise in castigo perché avevo detto una bugia a una cliente […] dicendo a una vecchietta grinzosa che quella saponetta l’avrebbe fatta diventare bella”.

Una leggera, scanzonata e, negli intenti, intraprendente mossa di marketing pubblicitario di una bambina si è trasformata in una infinita varietà di indicazioni educative: l’onestà, il rispetto e l’affetto per gli altri come cura del noi stessi.

Ecco le pulite basi dello stile e dell’essere di una Isabella (che non a caso ha avuto grande successo come responsabile delle risorse umane, n.d.r.) che da valore a tutto, alla nonna in questo caso, rendendo ogni persona e ogni cosa immortale e gratificandola per quell’adorabile eredità eterna da lei preziosamente acquisita.
Non solo la nonna ma tutti i protagonisti diventano, nel contempo, attori principali ma indelebili comparse che le lasceranno qualcosa ma che riceveranno altro: spesso, famiglia a parte, con la sensazione, via via più consapevole del lettore, che mai rimangano a “credito”.

Leggere ogni episodio, ricco di contenuti regala una sensazione di piacere, un grande piacere, che, solitamente, si prova nel leggere le belle poesie… un  piacere, insomma, che si ha solo quando si legge qualcosa di vissuto che esce dal cuore!

È proprio da questo valore per affetti e per la propria vita vissuta, quella con la “V” maiuscola, che nasce il valore delle persone che da successo a Isabella… forse è proprio questa la vera, prima, “Microsoluzione!”. Perché le soluzioni di ogni giorno, per il modo con cui vengono costruite, vanno a delineare uno stile manageriale che nulla ha a che vedere con l’improvvisazione e porta a risultati aziendali concreti attraverso la valorizzazione delle persone e dei principi.
Uno stile di attenzione ai risultati ed alla reputazione dell’azienda piuttosto che al proprio conto in banca ed alla propria visibilità. Ecco che si può intravedere così la Macrosoluzione.

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Venerdì, 14 Luglio, 2017 - 18:37