Nuova direttiva UE per la riduzione dell'inquinamento atmosferico

Data: Lun, 16/01/2017
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Il 31 dicembre 2016 è entrata in vigore la nuova direttiva europea sui limiti nazionali per le emissioni. Gli Stati membri hanno fino al 30 giugno 2018 per recepirla nella legislazione nazionale. Il principale strumento di attuazione è il programma nazionale di controllo dell'inquinamento atmosferico che gli Stati membri sono tenuti a presentare entro il 31 marzo 2019. La Commissione fornirà orientamenti per tali piani entro la primavera del 2017 e collaborerà strettamente con gli Stati membri ai fini della loro attuazione, anche mediante agevolazioni per l'accesso agli strumenti di finanziamento dell'UE.

Un'importante iniziativa tecnica del 2017 sarà un riesame complessivo degli inventari delle emissioni di tutti gli Stati membri su cui si basa l'attuazione della direttiva, per garantire un calcolo affidabile delle effettive emissioni inquinanti in Europa.

Trarranno beneficio da questa direttiva tutti i cittadini che vivono in Europa, in quanto potranno godere di una migliore qualità dell'aria, e anche il settore industriale perché le misure per ridurre l'inquinamento atmosferico potranno stimolare l'innovazione e migliorare la competitività europea nel settore delle tecnologie verdi. L'inquinamento atmosferico è un problema mondiale e la domanda di prodotti e di metodi di produzione puliti in termini di tecnologie utilizzate e di basse emissioni dovrebbe aumentare. Anche le autorità pubbliche a tutti i livelli ne trarranno vantaggi dal momento che la nuova strategia li aiuterà a rispettare le normative esistenti in materia di inquinamento atmosferico.

Si stima che, nel 2013, oltre 450.000 persone sono morte prematuramente a causa dell'inquinamento atmosferico nell'UE. La scarsa qualità dell'aria costituisce un grave rischio sanitario che causa malattie polmonari, malattie cardiovascolari e il cancro. Oltre agli effetti negativi sulla salute, l'inquinamento atmosferico ha un notevole impatto economico poiché aumenta le spese mediche e riduce la produttività a causa delle giornate lavorative perse. L'inquinamento atmosferico si ripercuote inoltre sull'ambiente dal momento che incide sulla qualità delle acque dolci, del suolo e degli ecosistemi.

Le politiche internazionali e dell'UE hanno ridotto alcuni problemi legati all'inquinamento atmosferico negli ultimi decenni. Le emissioni di anidride solforosa (causa delle piogge acide) sono state ridotte di oltre l'80% negli ultimi due decenni e gli ossidi di azoto e i composti organici volatili del 40-50%. Nonostante questo, l'UE e i suoi Stati membri devono fare di più per raggiungere livelli di qualità dell'aria che non comportino significative ripercussioni negative per la salute umana e l'ambiente, un obiettivo stabilito dal 7º programma d'azione per l'ambiente. La nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione costituisce un importante passo avanti in questa direzione.

L'inquinamento atmosferico è causato principalmente dall'industria, dai trasporti, dalla produzione di energia e dall'agricoltura, nonché da alcune attività domestiche, come il riscaldamento. I principali inquinanti atmosferici sono stati identificati nei seguenti elementi:

  • Il particolato primario, una polvere sottile emessa dagli autoveicoli, dalle navi, dai generatori di energia e dalle abitazioni a causa della combustione di combustibili fossili o biomassa.
  • L'anidride solforosa (SO2) prodotta dai generatori di energia, da industrie, trasporti, navi e abitazioni. Danneggia la salute umana attraverso la formazione di particolato secondario e contribuisce all'acidificazione dei terreni e delle acque interne.
  • Gli ossidi di azoto (NOx) emessi da autoveicoli, navi, generatori di energia, industrie e abitazioni che nuocciono alla salute in quanto formano particolato secondario e contribuiscono alla formazione delle piogge acide oltre a causare l'eutrofizzazione.
  • L'ammoniaca (NH3) deriva dalle attività connesse ai concimi e ai fertilizzanti e dall'utilizzazione dei fertilizzanti nell'agricoltura. Danneggia la salute umana in quanto elemento base del particolato secondario e contribuisce all'acidificazione e all'eutrofizzazione.
  • I composti organici volatili emessi dai solventi dei prodotti e dell'industria, dagli autoveicoli, dal riscaldamento domestico e dai generatori di energia. Costituiscono uno dei principali elementi responsabili della formazione dell'ozono troposferico.

Relativamente al settore agricolo si punterà sulla riduzione totale di ammoniaca in quanto è uno degli elementi determinanti nel causare l'inquinamento atmosferico anche nelle città. Il settore agricolo dovrà compiere considerevoli sforzi per realizzare gli impegni fissati per la riduzione dell'ammoniaca. La direttiva contiene misure che forniranno agli Stati membri una serie di utili opzioni predefinite al fine di ridurre le emissioni di ammoniaca.

Relativamente agli inquinanti climatici di breve durata quali il particolato carbonioso, la direttiva impone agli Stati membri di dare la priorità alla riduzione del particolato carbonioso quando si adottano misure sui particolati.. I principali responsabili per l'emissione di particolati sono anche i principali responsabili per le emissioni di particolato carbonioso: i trasporti su strada e non, l'utilizzazione domestica di combustibili solidi e la combustione all'aperto dei rifiuti agricoli. Pertanto, le misure adottate per i particolati dovrebbero garantire anche una buona riduzione del particolato carbonioso.

La direttiva consentirà inoltre, di ridurre le emissioni transfrontaliere e quindi il livello delle concentrazioni di fondo in tutta l'Europa. Si tratta di un importante passo avanti per ridurre l'inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell'aria nel lungo termine. Tuttavia, in molti casi i problemi relativi alla qualità dell'aria a livello nazionale e locale richiedono ulteriori sforzi su scala nazionale e locale e la Commissione intende incoraggiarli. Spetta agli Stati membri stabilire ulteriori misure appropriate.

Staff Europe Direct

Data: 
Lun, 16/01/2017