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Nuova politica europea di vicinato: l'UE lancia una consultazione sul futuro delle sue relazioni con i paesi del vicinato

Creato il:  18 Marzo 2015

 
Il 4 marzo 2015, l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione Federica Mogherini e il Commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento Johannes Hahn lanciano una consultazione sul futuro della politica europea di vicinato (PEV).
La consultazione, avviata nel mese di marzo, durerà fino a fine giugno, coinvolgerà sia i partner dei paesi del vicinato che le parti interessate di tutta l'Unione europea. A questa consultazione seguirà, in autunno, una comunicazione contenente proposte per il futuro orientamento della Politica europea di Vicinato.
 
Quattro saranno le priorità di questa consultazione: differenziazione; impostazione mirata; flessibilità; titolarità e visibilità. Sono già stati individuati cinque settori di comune interesse: commercio e sviluppo economico, connettività, sicurezza, governance, migrazione e mobilità.
La consultazione pubblica nasce da un’esigenza, da parte dell’Unione europea, di rivedere la propria politica di vicinato un quanto l’ultimo riesame risale al 2011. Considerati gli importanti sviluppi verificatisi successivamente nei paesi del vicinato, è indispensabile procedere a una revisione approfondita dei principi su cui si basa questa politica, della sua portata e del modo in cui dovrebbero essere utilizzati i suoi strumenti.
I recenti sviluppi verificatisi nei Paesi del vicinato richiedono risposte a sfide importanti che vanno, dalle pressioni economiche alla migrazione irregolare e alle minacce per la sicurezza. La risposta a questi problemi è possibile solo se l’Unione europea persegue una politica forte, nel rispetto comunque delle aspirazioni, dei valori e degli interessi dei Paesi del vicinato.
 
Il riesame aiuterà l’Europa ad agire in modo più efficace per conseguire questi obiettivi.
La politica europea di vicinato è stata varata nel 2003 per sviluppare relazioni più strette tra l'UE e i paesi vicini meridionali (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia) e orientali (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica moldova e Ucraina).
L'obiettivo della PEV, riveduta nel 2011 in seguito agli eventi verificatisi nel mondo arabo, è sostenere i partner che intraprendono riforme a favore della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani, contribuire al loro sviluppo economico inclusivo e promuovere un partenariato con le società che integri le relazioni con i governi. La nuova PEV mira ad intensificare la cooperazione a livello politico e di sicurezza, di sostenere lo sviluppo economico e sociale e la creazione di posti di lavoro, di rilanciare gli scambi commerciali e di rafforzare la cooperazione in altri ambiti.
Il nuovo strumento europeo di vicinato (ENI), la cui dotazione ammonta a 15,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, eroga la maggior parte dei finanziamenti ai 16 paesi partner PEV. La flessibilità propria dell'approccio basato sugli incentivi permette di modulare l'assistenza finanziaria in funzione dei progressi compiuti dai singoli paesi verso la democrazia e il rispetto dei diritti umani.
 
Staff Europe Direct

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29