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Polonia: visita di funzionari rumeni alle strutture di gestione dei Fondi Strutturali

Creato il:  30 Novembre 2011

di MARIO BARCA*

Con la visita di studio compiuta a Varsavia dal 7 novembre si completa il ciclo di appuntamenti che ha coinvolto diversi gruppi di funzionari rumeni, nell’ambito del progetto “Servizi di formazione specializzata per lo sviluppo delle capacità tecniche e generali del personale dell’Autorità di Gestione, degli Organismi Intermedi e delle istituzioni beneficiarie del Programma Operativo Regionale” .

Scopo delle attività era attivare un confronto con i colleghi polacchi delle autorità di gestione dei fondi strutturali, al fine di condividere esperienze, metodologie e best practice, come già era stato fatto nel mese di ottobre.

L’interesse dei visitatori rumeni si è concentrato su come venissero portate avanti, nel contesto polacco, le politiche di coesione e sui criteri di ripartizione territoriale dei fondi europei. Ne è emerso il quadro di un Paese in forte evoluzione che, dopo aver utilizzato il periodo 2004-2006 come sperimentazione, nel ciclo successivo, 2007-2013 ha fortemente allargato lo spettro di ministeri e di enti beneficiari coinvolti, nonché quello dei settori prioritari d’intervento, puntando essenzialmente su tre direttrici:

  • a) miglioramento continuo dei sistemi di gestione attraverso l’adozione di nuove procedure e forti investimenti nell’ICT;
  • b) spinta alla crescita delle competenze dei funzionari addetti, attraverso percorsi di premialità e di valutazione delle performance;
  • c) implementazione di numerose attività finalizzate alla comunicazione interna ed esterna, per una più ampia diffusione della conoscenza dei fondi strutturali e del loro utilizzo.

Gli ospitanti hanno sottolineato come la Presidenza di turno dell’Unione Europea, assunta dalla Polonia proprio nel secondo semestre del 2011, avesse costituito l’occasione per avanzare in tale sede un numero articolato di proposte, basate sull’esperienza da loro precedentemente acquisita in ambito nazionale, perché costituissero base comune di discussione con gli altri Paesi aderenti all’Unione.

Tra le principali priorità e criticità evidenziate c’erano quelle legate agli strumenti di anticipazione e di cofinanziamento, al fine di consentire che una lineare implementazione dei progetti da un punto di vista temporale non fosse ostacolata da difficoltà di carattere finanziario dettate da forti anticipazioni economiche da parte degli enti attuatori. È stata sottolineata anche la necessità di introdurre criteri di rendicontazione forfettaria, quali ad esempio il flat rate, anche per i progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo, spostando il focus dei controlli da un’attenzione agli aspetti prettamente contabili ad una processo di verifica legato maggiormente al raggiungimento dei risultati ed all’effettiva implementazione degli assi prioritari di intervento.

*Ufficio Attività Internazionale

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27