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Progetto Appalto Sicuro: partite le lezioni nella Terra dei Fuochi

Creato il:  2 Maggio 2014

Sono state inaugurate il 7 maggio a Casapesenna (Caserta), le nuove aule del corso di formazione di “Appalto sicuro”, nato da un accordo tra il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento della Funzione Pubblica), finanziato dal PON Sicurezza 2007-2013 e curato da Formez PA.

L’iniziativa, coordinata dal responsabile del progetto Eugenio Urbani, ha come obiettivo quello di supportare le pubbliche amministrazioni coniugando formazione e impegno civile. In una zona ad alta densità criminale è infatti importante rafforzare la lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata e migliorare la conoscenza sul settore degli appalti pubblici a livello locale, preparando gli addetti ai lavori con un metodo didattico innovativo e teso anche ad affrontare la "confusione" dal punto di vista legislativo sull’argomento.

Sono stati impegnati 50 funzionari tra dipendenti delle PA del Casertano ed esponenti delle Forze dell’Ordine.

All’incontro sono intervenuti: il prefetto e commissario straordinario di Casapesenna, Paola Galeone; il responsabile dell’Obiettivo operativo 2.9 del PON Sicurezza, Fabrizio Gallotti; il Direttore Area Politiche settoriali di Formez PA, Arturo Siniscalchi e l’amministratore delegato del Consorzio Agrorinasce, Giovanni Allucci. Prevista la presenza di autorità delle Forze dell’Ordine della provincia di Caserta.

Ai partecipanti sono stati forniti strumenti per affrontare il fenomeno attraverso un percorso formativo di 60 ore complessive incentrato sulla dettagliata analisi del codice di regolamentazione degli appalti. La prima e l’ultima lezione si tengono in aula (6 ore ciascuna), con un intervallo di due mesi di formazione a distanza con la formula “blended learning”, fino ai test di verifica finali.

Significativa anche la scelta della location: intitolata a un martire della criminalità, si trova all’interno di un complesso riqualificato al centro del Paese ed è gestita dal 2002 dal consorzio “Agrorinasce” che, in accordo con il Comune (dopo lo scioglimento nel 2012 per infiltrazioni mafiose), ha destinato questo bene abbandonato a spazi associativi, con sala convegni e biblioteca. All’interno c’è anche un presidio del coordinamento campano delle vittime di camorra.

Fino ad ora sono state realizzate, nelle regioni dell’Obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), 59 aule con oltre 1.400 iscritti tra dirigenti e funzionari degli enti locali e delle forze dell’ordine.

Un’azione costante, grazie anche alla volontà delle Pubbliche Amministrazioni di riutilizzare i beni abbandonati o confiscati a favore della crescita sociale ed economica. Basti pensare che, secondo quanto emerso al recente forum della Legalità delle Camere di Commercio organizzato da Unioncamere, la criminalità depreda ben il 5% del nostro Pil.

 

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28