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Progetto Appalto Sicuro

Creato il:  27 Settembre 2012

Affrontare con efficacia le infiltrazioni della criminalità nel settore degli appalti pubblici preparando gli addetti ai lavori con un metodo didattico innovativo.

Al via le nuove aule del corso di formazione del progetto “Appalto sicuro”, nato da un’intesa tra il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e la Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento della Funzione pubblica), finanziato dal PON Sicurezza 2007-2013 e curato da Formez PA.
Tre le regioni interessate: Calabria, Puglia e Sicilia.

Regione Calabria
Le nuove aule sono iniziate il 1° ottobre a Reggio Calabria. All’apertura dei lavori è intervenuto Fabrizio Gallotti, responsabile Obiettivo operativo 2.9 Pon Sicurezza 2007/2013 del Ministero dell’Interno. “Il corso – ha sostenuto Gallotti – è una chiara testimonianza di sensibilità e di attenzione per una tematica molto importante in quanto gli appalti pubblici, piccoli e grandi, sono esposti alle infiltrazioni malavitose. Perciò questo progetto rappresenta un importante momento di prevenzione in linea con le direttive europee sulla materia”.

Presenti venticinque partecipanti. Tra questi, dipendenti di Comuni della provincia di Reggio Calabria come Villa San Giovanni, Rosarno, Rizziconi, Bianco, Laganadi, San Giorgio Morgeto, Gerace e Cittanova e rappresentanti di polizia, carabinieri e Guardia di finanza.
Ai discenti vengono fornite le istruzioni necessarie per contrastare il fenomeno attraverso un percorso formativo di 60 ore complessive incentrato sulla dettagliata analisi del codice di regolamentazione degli appalti.
La prima e l’ultima lezione si terranno in aula (6 ore ciascuna), intervallate da un periodo di due mesi di formazione a distanza con la formula “blended learning”, fino ai test di verifica finali.
 
 

Regione Puglia
Le tre aule di formazione sono iniziate il 1° ottobre a Bari.
Ai 108 discenti (36 per ciascuna aula) vengono fornite le istruzioni necessarie per contrastare il fenomeno attraverso un percorso formativo di 60 ore complessive incentrato sulla dettagliata analisi del codice di regolamentazione degli appalti.
La prima e l’ultima lezione si terranno in aula (6 ore ciascuna), intervallate da un periodo di due mesi di formazione a distanza con la formula “blended learning”, fino ai test di verifica finali.
 

Regione Siciliana
Le nuove aule sono iniziate il 1° ottobre a Palermo, e sono proseguite il 2 ottobre a Catania e Messina.
Ai 107 discenti (37 a Palermo, 37 a Catania e 33 a Messina) vengono fornite le istruzioni necessarie per contrastare il fenomeno attraverso un percorso formativo di 60 ore complessive incentrato sulla dettagliata analisi del codice di regolamentazione degli appalti.
La prima e l’ultima lezione si terranno in aula (6 ore ciascuna), intervallate da un periodo di due mesi di formazione a distanza con la formula “blended learning”, fino ai test di verifica finali.
 
 
 
 
Fino ad ora sono state realizzate, nelle quattro regioni dell’Obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), 42 aule con circa 1200 iscritti.
Un programma che, grazie anche alle numerose adesioni (oltre 1700, contro le 1200 previste dal progetto originario) e al lavoro svolto per sensibilizzare le amministrazioni locali al problema, consente di affrontare una questione di grande attualità approfondendo tra l’altro il codice di regolamentazione degli appalti.

Un impegno affinché non si abbassi la guardia contro la corruzione e per l’affermazione della legalità e della trasparenza, con lo scopo di dar vita a “interventi di formazione integrata che il Formez ha realizzato, facendo grande attenzione al disordine normativo prodotto dall’affastellamento legislativo, attraverso progetti come ‘Appalto sicuro’ – afferma il direttore generale del Formez, Marco Villani – che ambiscono a contribuire all’affermazione di procedimenti ad evidenza pubblica, operando affinché per ogni erogazione di denaro in tale ambito vi siano vincoli tali da rendere i procedimenti medesimi meno permeabili alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Ciò in un contesto – aggiunge Villani – che vede una crescente capacità d’inserimento delle mafie nelle decine di migliaia di grandi e piccoli appalti, con conseguenze, in termini di distorsione dell’economia di mercato, di inibizione delle attività delle imprese ‘sane’, di controllo del mercato del lavoro e con scarsa qualità dei servizi”.
“Nello specifico – asserisce Arturo Siniscalchi, direttore area politiche settoriali di Formez PA – si tratta di agire concretamente contro la corruzione amministrativa. Ma per fare ciò non basta una giurisprudenza illuminata; occorre anzitutto una diversa e nuova percezione da parte della società della ‘macchina burocratica’, nella sua accezione positiva di apparato al servizio del cittadino e non di attrito al volano dell’economia”.
 
 

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27