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Protezione delle vittime di reati nell'UE: in arrivo nuove norme dall'Europa

Creato il:  30 Novembre 2015

Il 16 novembre 2015 sono entrate in vigore le nuove norme dell’Unione europea in materia di protezione delle vittime di reati in base alle quali tutte le vittime di reati e i loro familiari sono riconosciuti come tali e trattati in maniera rispettosa e non discriminatoria, sulla base di un approccio adeguato alle loro necessità individuali.

Si tratta quindi di una cambiamento radicale del modo in cui vengono trattate le vittime di reati in Europa che fa seguito alla direttiva sui diritti delle vittime che ha introdotto una serie di diritti vincolanti per le vittime di reati e che ha imposto agli Stati membri obblighi chiari al fine di assicurarne la messa in pratica.

Le norme si applicano a tutti i cittadini vittime di reati nell'UE, indipendentemente dalla loro nazionalità. Si applicano anche nel caso in cui i procedimenti penali si svolgano nell'UE.

Le nuove regole conferiscono alle vittime diritti chiari in materia di informazione, protezione e accesso ai servizi di assistenza in tutti gli Stati membri. Cambieranno il modo in cui vengono trattate le vittime di reati apportando grandi benefici alle società nel loro complesso.

I sei principi base dei nuovi diritti sono:

Diritti dei familiari delle vittime – I familiari delle vittime decedute godranno degli stessi diritti delle vittime dirette, come il diritto all'informazione, all'assistenza e alla compensazione.

Diritto di comprendere e di essere compresi - Tutte le informazioni fornite alle vittime devono essere espresse in un linguaggio chiaro e accessibile, tenendo conto, dell'età, della lingua e dell'eventuale disabilità.

Diritto all'informazione - Le autorità nazionali devono fornire alle vittime una serie di informazioni sui loro diritti e sulle forme di assistenza di cui possono usufruire. Tali informazioni devono essere comunicate sin dal primo contatto con l'autorità competente e senza indugio.

Diritto all'assistenza- Gli Stati membri devono garantire che le vittime abbiano accesso ai servizi di assistenza (che devono essere gratuiti e disponibile anche per le vittime che non hanno denunciato ufficialmente il reato)  e le autorità devono agevolare il ricorso a tali servizi. Devono essere disponibili sia servizi di assistenza generale aperti a tutte le vittime di reati che servizi di assistenza specializzata, come rifugi, sostegno per il trauma subito e consulenza, adatti ai diversi tipi di vittime.

Diritto di prendere parte al procedimento penale - Le vittime avranno un ruolo più attivo nei procedimenti penali in quanto avranno il diritto di essere ascoltate e informate sulle diverse fasi del procedimento. Qualora non siano d'accordo con una decisione di non luogo a procedere, avranno il diritto di impugnarla. Inoltre, le vittime hanno diritto alla compensazione e, per i sistemi giudiziari nazionali che prevedano provvedimenti di giustizia riparatoria, sono state istituite norme per far sì che le vittime possano fruire di tali misure in maniera sicura.

Diritti alla protezione - Le vittime di reati devono essere difese sia dagli autori di reati che dal sistema stesso di giustizia penale. Al fine di poter determinare le esigenze delle vittime in materia di protezione, è opportuno effettuare una valutazione, su base individuale, di tutte le vittime per stabilire il livello di esposizione al rischio di nuovi pericoli che possa insorgere durante il procedimento penale. In tal caso, devono essere istituite speciali misure di protezione durante il procedimento da qualsiasi minaccia da parte dell'autore del reato. Particolare attenzione deve essere dedicata alla protezione dei bambini.

Tali norme dell'UE, per poter essere applicate, devono essere recepite e applicate da tutti gli Stati membri. Inoltre, dal momento che molti dei diritti stabiliti dalla direttiva sono chiari e precisi, i singoli cittadini possono appellarsi direttamente ad essi nei tribunali nazionali qualora il loro Stato membro non abbia ancora recepito pienamente la direttiva nel diritto nazionale. Tuttavia, al momento, non tutti gli Stati membri hanno comunicato alla Commissione di aver recepito la direttiva.

E’ comunque compito della Commissione europea monitorare il recepimento nel diritto nazionale di tali norme e assistere gli Stati membri in tale processo. Qualora gli Stati membri vengano meno ai loro obblighi, la Commissione può adottare provvedimenti legali al fine di garantire il rispetto delle disposizioni.

Una volta pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, la direttiva dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali dagli Stati membri entro tre anni.

Staff Europe Direct

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29