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Riforma Brunetta: stage obbligatorio all'estero per i dirigenti pubblici

Creato il:  20 Maggio 2011

I vincitori dei concorsi pubblici a dirigente di prima fascia dovranno svolgere uno stage all'estero per sei mesi e a tempo pieno, al fine di incrementare le loro competenze manageriali e le conoscenze comparate nel settore pubblico.
E' quanto ha stabilito il "Regolamento per la disciplina delle modalità di compimento del periodo di formazione all'estero per neo dirigenti di prima fascia, a norma dell'articolo 28-bis del DLG 165/2001", approvato il 19 maggio 2011 dal Consiglio dei Ministri. Trova attuazione, così, un altro importante tassello della Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione.

Il provvedimento è destinato ai dirigenti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici non economici. Sono esclusi, invece, i dirigenti ammessi al concorso in qualità di appartenenti all'organico dell'Unione Europea e i dirigenti vincitori di concorsi pubblici a tempo determinato.
Il periodo di formazione, che è contemplato nel piano annuale della formazione e può essere rinviato o sospeso soltanto per malattia o maternità, deve chiudersi entro tre anni dalla conclusione del concorso.

Le P.A. che bandiscono il concorso sono tenute, pertanto, a comunicare le esigenze formative alla Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione affinchè quest'ultima, sentiti il Ministero per gli Affari Esteri e il Dipartimento della Funzione Pubblica, possa stipulare convenzioni con le amministrazioni estere presso le quali svolgere la formazione nonchè prevedere forme di controllo sull'effettivo espletamento della stessa.

La Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, inoltre, indicherà gli obiettivi da conseguire durante il periodo di formazione all'estero e i criteri per la valutazione finale del dirigente.

 

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27