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Riforme e strategie per la crescita e la ripresa economica

Creato il:  30 Gennaio 2012

di CARMEN DI PETRILLO*

Confrontarsi sulla crisi economica e finanziaria che affligge il nostro Paese e sulle possibili vie d’uscita. Questo l’intento del convegno “Riforme e strategie per la crescita e la ripresa economica: l’Italia di fronte alle sfide della speculazione e della recessione”, promosso dal movimento “Progetto per l’Italia” e dal centro studi “Roma 3000”, che si è svolto il 18 gennaio 2012 a Roma (Palazzo Marini).

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Sono sufficienti le misure varate dal premier Monti con il decreto “salva Italia”, incentrate su aumento della pressione fiscale e tagli al sistema previdenziale, a salvare il Paese dal collasso finanziario e sociale? E basta a far riprendere la crescita la ricetta della “fase 2” dell’esecutivo basata su liberalizzazioni, dismissioni del patrimonio pubblico, flessibilizzazioni nel mercato del lavoro, rilancio del Sud?

Per riacquistare fiducia nei confronti degli investitori, secondo Carlo Flamment, presidente di Formez PA, invitato ad intervenire al convegno “ci vogliono delle riforme che ci rendano più competitivi, a partire da un nuovo welfare: bisogna redistribuire il reddito a favore delle categorie più svantaggiate". Fondamentale anche liberare risorse per il Sud "investendo sul capitale umano e sulle nuove tecnologie per superare il gap strutturale". Ed ancora, secondo Flamment "occorre recuperare una maggiore credibilità e trasparenza dell’operato della Pubblica Amministrazione, di cui rappresentano un buon esempio il monitoraggio sulle auto blu della P.A. finalizzato a ridurne le spese o concorsi pubblici come quello per 500 posti al Comune di Napoli, gestito con celerità, economicità e premiando solo il merito”.

Secondo il presidente di Svimez Adriano Giannola “non ci può essere ripresa economica se il Sud non viene considerato come il fulcro della strategia per la crescita, anche perché il Mezzogiorno rappresenta la piattaforma logistica italiana sul Mediterraneo”.
Le enormi debolezze strutturali dell’Italia possono essere superate solo attraverso una rivisitazione della politica energetica, sfruttando le potenzialità inespresse del Sud come la geotermia, e riconsiderando in positivo la fiscalità di vantaggio per il Meridione.

Per Domenico Arcuri, Amministratore Delegato Invitalia, in un contesto di crisi economica mondiale e di ritardo nello sviluppo anche al Nord, occorre affrontare con serietà la questione meridionale e “far diventare i risparmi investimenti, visto che il nostro è il secondo Paese al mondo per risparmio privato”. Inoltre, bisognerebbe gestire con profitto le risorse stanziate dall’Europa a favore delle Regioni Obiettivo Convergenza.

Il recupero del “principio di prestazione”, per cui ognuno ha solo ciò che merita, dovrebbe essere alla base di una nuova etica della classe politica secondo Rocco Buttiglione, Vice Presidente della Camera dei Deputati, che ha chiuso l’incontro. “Per uscire dalla crisi vanno recuperati il rigore e la severità delle scelte politiche, che non devono solo cercare il consenso degli elettori, ma guardare al lungo periodo e all’interesse delle generazioni future. La politica è sovrana solo in senso lato, perché soccombe alla logica e alla matematica. Il decreto 'salva Italia' è come un’operazione senza anestesia indispensabile per salvare il Paese dalla morte e dalle scelte demagogiche di alcuni governi precedenti che inseguivano solo il favore dell’opinione pubblica”.

* Area Comunicazione e servizi al cittadino

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:27