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Sistemi di Monitoraggio: panoramica sulle buone pratiche in alcune Regioni italiane

Creato il:  30 Aprile 2014

di Angelo Negri* e Federico Alimontani**
 
L’identificazione, la raccolta e l’analisi delle cosiddette “buone pratiche” (best practices) è una procedura ormai ampiamente adottata nella Pubblica Amministrazione. Attraverso il confronto reciproco e l’eventuale replicazione dei modelli esemplari, si può più facilmente giungere, a livelli diversi, a un miglioramento dell’efficienza amministrativa.

Nel “Progetto Tematico Settoriale per lo Sviluppo delle Competenze nell’ambito delle attività di Monitoraggio del PO del FSE - Costituzione di un presidio di affiancamento permanente e continuo”, attualmente in corso, è stato realizzato uno studio sulle best practices presso un panel di Regioni italiane.

L’analisi ha preso avvio dall’identificazione del modello di monitoraggio del Programma operativo del Fondo Sociale Europeo delineato dalla delibera CIPE di attuazione del QSN 2007-2013 come ideale schema concettuale di intervento fondato sulle esigenze di carattere organizzativo, procedurale ed informatico.

Il carattere comparativo è stato il leit-motiv dell’intero processo: in un’ottica di benchmarking sono stati approfonditi alcuni aspetti indicativi di un campione di amministrazioni Regionali ritenute best performer negli ambiti approfonditi, ovvero organizzazione, risorse e competenze, processi e sistemi, qualità e fruibilità dei dati.

Richiamando anche il contributo degli studi prodotti in materia, si è proceduto ad individuare gli ambiti di forza e debolezza delle rispettive Regioni, prevedendo un focus specifico sull’amministrazione Calabrese.

Per condurre un’analisi delle best practices si è proceduto quindi alla valutazione dello “scostamento” tra la situazione attuale di ciascuna amministrazione presa in considerazione (Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Basilicata, Valle d’Aosta e, naturalmente, Calabria) e il modello di riferimento, tenendo conto di due tipi di indagine: l’analisi documentale, sulle rilevazioni rispetto alla situazione attuale delle Amministrazioni, e quella conoscitiva sul posto.

Per quanto riguarda l’attività di monitoraggio, gli ambiti di riferimento individuati per l’indagine sullo scostamento sono diversi e vanno dal grado di adeguamento delle strutture organizzative all’efficacia delle interfacce interne, e tra Regione e MEF/IGRUE, all’adeguamento delle competenze tecniche degli utenti dei sistemi informativi; dall’affidabilità dei dati raccolti (quantità e qualità) alla disponibilità di una reportistica avanzata e personalizzabile.

L’analisi svolta in questo rapporto mostra la presenza di ampie opportunità di miglioramento della situazione attuale a livello nazionale, riflesso del campione dei casi regionali presi in considerazione: l’ambito riguardante i processi e i sistemi di monitoraggio sembra essere quello con più margini di intervento.
 
Dal punto di vista dei processi, le principali opportunità di adeguamento e ottimizzazione derivano da elementi quali la distribuzione capillare delle responsabilità, vecchie e nuove, di raccolta dei dati di monitoraggio, flussi e strumenti di raccolta, trasmissione e controllo dei dati, frequenza del monitoraggio, definizione di nuove modalità di raccolta.

Per ciò che riguarda i sistemi informativi, i principali driver di ottimizzazione sono rappresentati dalla necessità di implementazione di sistemi a livello locale, dall’identificazione di una soluzione informatica per la gestione e il monitoraggio integrato di tutti gli investimenti, dallo sviluppo dell’interoperabilità tra i diversi sistemi informativi locali e dall’adeguamento dei sistemi informativi locali a un protocollo unico di colloquio per la raccolta e l’invio dei dati di monitoraggio alla Banca Data Unica.

Nell’ambito delle competenze e delle professionalità si riscontra l’esigenza, da parte di tutte le amministrazioni, di un aggiornamento continuo delle competenze sia funzionali sia tecniche delle risorse affidate al monitoraggio.

Nell’ambito della qualità e della fruibilità dei dati e della loro valorizzazione in termini di patrimonio informativo, si rilevano delle esigenze comuni riferite soprattutto alla definizione e relativa implementazione dei sistemi informativi locali, in un’ottica di integrazione, oltre che ai controlli di coerenza.

Secondo lo studio, l’amministrazione calabrese risulta coerente e allineata al modello di Monitoraggio anche grazie all’evoluzione organizzativa avviata a partire dal 2006 con la Delibera 770/2006 con cui si è ripensato l’assetto organizzativo del Monitoraggio degli investimenti pubblici, a partire dalla creazione del Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria, scindendolo dal Dipartimento Bilancio ed Economia al quale era accorpato.
 
In merito alla Programmazione 2007/2013 la gestione dei PO FSE e degli interventi finanziati con il FSE sono sotto la responsabilità del Dipartimento 10 “Formazione, Lavoro e Politiche Sociali”.

Per quanto riguarda la qualità e fruibilità di dati, la Regione ha provveduto alla creazione della piattaforma di controllo e monitoraggio denominata SIURP e di un sistema data warehouse e reporting regionale - anch’essi oggetto dell’attività di affiancamento da parte del gruppo di lavoro Formez PA - aventi l’obiettivo di gestire le banche dati informative e tutte le azioni strategiche di reporting a supporto delle attività istituzionali, attività operative connesse al controllo di gestione e monitoraggio, accesso e interpretazione dei dati di avanzamento finanziario, fisico e procedurale dei progetti.
 
Per quanto concerne le dimensioni organizzativo-procedurale, di accrescimento delle competenze, relative a processi e sistemi, al momento delle rilevazioni si verifica un sostanziale allineamento da parte delle regioni oggetto del campione, tra cui appunto la Regione Calabria.

Proprio su questi fronti si stanno concentrando in maniera specifica le attività del suddetto Progetto Formez PA attraverso le specifiche azioni di training on the job, l’analisi e l’implementazione degli strumenti informatici e operativi di supporto al monitoraggio, nonché i servizi di help desk e l’assistenza on demand, i forum, i tavoli tecnici e le azioni formative mirate.

* Coordinamento tecnico del progetto
** Staff di progetto

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Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:28