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Social media, Commissione europea e autorità degli Stati membri responsabili chiedono il rispetto delle norme UE

Creato il:  12 Aprile 2017

In seguito ad un numero crescente di reclami rivolte dai consumatori alle autorità e organizzazioni dei consumatori dell'UE che sono stati vittime di frodi o truffe durante la consultazione di siti di social media e ai quali sono state imposte anche talune condizioni di utilizzo non conformi alle norme UE di tutela dei consumatori, lo scorso novembre le autorità dell'UE per la tutela dei consumatori, sotto la guida dell'autorità omologa francese e con il sostegno della Commissione europea, hanno inviato una lettera a Facebook, Twitter e Google+ chiedendo loro di affrontare questi due aspetti preoccupanti.

A metà marzo, le autorità dell'UE per la tutela dei consumatori e la Commissione europea hanno incontrato quindi gli operatori interessati per ascoltare e discutere le soluzioni proposte. Gli operatori in questione si sono impegnati a predisporre, entro un mese, misure dettagliate su come conformarsi al quadro normativo dell'UE. La Commissione e le autorità responsabili della tutela dei consumatori esamineranno le proposte definitive. Se queste non risulteranno soddisfacenti, le autorità per la tutela dei consumatori potrebbero ricorrere a misure coercitive.

I cambiamenti proposti dagli operatori si concentrano essenzialmente in due settori:

  • le clausole e le condizioni abusive;
  • le frodi e le truffe che inducono in errore i consumatori nel momento in cui utilizzano le reti sociali.

E’ stata inoltre richiesta una maggiore chiarezza nelle condizioni di utilizzo o eliminazione delle clausole illegali. Le condizioni di utilizzo delle piattaforme di social media devono conformarsi al diritto europeo relativo alla tutela dei consumatori. Di fatto, la direttiva sulle clausole contrattuali abusive stabilisce che se una clausola standard determina un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti a danno del consumatore (articolo 3) essa deve essere considerata abusiva e, quindi, nulla. La direttiva dispone, inoltre, che le clausole siano redatte in modo chiaro e comprensibile (articolo 5) affinché il consumatore sia informato dei suoi diritti in modo altrettanto chiaro e comprensibile.

Nella pratica ciò significa tra l'altro che:

  • le reti di social media non possono privare il consumatore del diritto di rivolgersi a un tribunale dello Stato membro di residenza;
  • le reti di social media non possono chiedere al consumatore di rinunciare a diritti inderogabili, come il diritto di recedere da un acquisto online;
  • le clausole di utilizzo non possono limitare, né escludere completamente la responsabilità della rete di social media in relazione alla prestazione del servizio stesso;
  • i contenuti sponsorizzati non possono essere occultati, ma devono essere identificabili in quanto tali;
  • le reti di social media non possono modificare unilateralmente le clausole e le condizioni di utilizzo, senza informare chiaramente il consumatore circa la motivazione di tale modifica e senza dargli la possibilità di recedere dal contratto in tempo utile;
  • le clausole di utilizzo non possono conferire all'operatore di social media un potere illimitato e discrezionale di rimozione dei contenuti;
  • la risoluzione di un contratto da parte dell'operatore di social media dovrebbe essere disciplinata da regole chiare e non decise unilateralmente, senza motivo.

Staff Europe Direct

Tipo di Contenuto: 
Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29