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Terrorismo internazionale: la Commissione europea modifica la Politica Europea di Vicinato

Creato il:  14 Gennaio 2016

Il 18 novembre del 2015 la Commissione europea e l'Alta Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, hanno annunciato, tramite la pubblicazione di una comunicazione congiunta, il riesame della politica europea di vicinato (PEV), illustrando quale sarà il nuovo approccio dell'Unione nei confronti dei suoi vicini orientali e meridionali. Proposto dal Presidente Juncker e chiesto dagli Stati membri dell'UE, la revisione fa seguito ad una fase di consultazioni pubbliche, condotte sia negli Stati membri che nei paesi partner, con il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali, le parti sociali, la società civile e il mondo accademico.

Il riesame si è reso necessario in seguito agli attentati terroristici degli ultimi mesi, e ai recenti attacchi in Libano, Egitto, Turchia e Iraq, che mostrano come l’Europa debba sempre più confrontarsi con minacce globali, che devono essere affrontate unitamente dalla comunità internazionale. Si rende  quindi necessario costruire insieme un ambiente più sicuro, cercare di risolvere le numerose crisi della regione europea, sostenere lo sviluppo e la crescita delle zone più povere e affrontare le cause di fondo della migrazione.

La revisione della PEV mira a promuovere i valori e interessi comuni europei e a coinvolgere i partner in una cooperazione più stretta in materia di sicurezza. Le misure previste intendono trovare modi per rafforzare insieme la resilienza dei partner dell’UE e delle loro società, e la capacità dell’Europa di collaborare efficacemente per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Questa revisione della PEV ha come priorità politiche la stabilizzazione, la differenziazione e una maggiore titolarità reciproca tenendo presente che non tutti i partner aspirano a conformarsi alle norme e agli standard dell'UE e tener conto delle intenzioni di ciascuno di essi per quanto attiene alla natura e alla portata dei loro partenariati con l'UE. Tramite la PEV l'Unione continuerà a promuovere i valori universali, cercando modi più efficaci per favorire la democrazia, i diritti dell'uomo, le libertà fondamentali e lo Stato di diritto.

La nuova PEV mira a  mobilitare gli sforzi per sostenere uno sviluppo economico e sociale inclusivo e creare opportunità di lavoro per i giovani. Particolare attenzione verrà posta sull'intensificazione del lavoro con i paesi partner nel settore della sicurezza, soprattutto per la prevenzione dei conflitti e la lotta al terrorismo e alla radicalizzazione. Altri temi prioritari saranno, inoltre, la mobilità sicura e legale da un lato e la lotta contro la migrazione irregolare, la tratta di esseri umani e il traffico di migranti dall'altro. E’ prevista anche una maggiore collaborazione con i partner per la sicurezza energetica e l'azione per il clima.

La nuova PEV introdurrà nuovi metodi di lavoro, tra cui l'abolizione della tradizionale serie annuale di rendiconti sui progressi compiuti da ciascun paese. I rendiconti saranno programmati più specificamente in funzione della natura e delle scadenze di lavoro di ciascuna relazione.

La nuova PEV cercherà di stanziare le risorse finanziarie disponibili in maniera più flessibile, cosicché l'UE possa reagire più prontamente alle nuove sfide nel suo vicinato. Si prevede un impegno rafforzato con la società civile, le parti sociali e i giovani.

A livello regionale, il Partenariato orientale sarà ulteriormente rafforzato in linea con gli impegni del vertice di Riga del 2015. L'Unione per il Mediterraneo può svolgere un ruolo maggiore nel sostenere la cooperazione fra i vicini del sud. Nell'affrontare le sfide regionali la nuova PEV cercherà, se del caso, di coinvolgere altri interlocutori regionali al di fuori dei paesi di vicinato.

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Staff Europe Direct

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Data pubblicazione: 
Giovedì, 13 Luglio, 2017 - 12:29